giovedì 27 ottobre 2016
Un morto e almeno 120 feriti alla mega-marcia convocata dall'opposizione contro lo stop al referendum per destituire il presidente. Domani sciopero generale
Marcia a Caracas (LaPresse)

Marcia a Caracas (LaPresse) - LaPresse

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Non ha varcato il Rubicone. La folla mobilitata dall’opposizione si è fermata prima di raggiungere il Palazzo di Miraflores, centro del potere politico venezuelano. Lo stop è arrivato dal leader Henrique Capriles nel tentativo di arginare le violenze.

A Caracas, in effetti, non ci sono stati incidenti. Altrove, però, sì. Nello Stato di Miranda un poliziotto è morto e in vari punti del Paese almeno 120 persone sono rimaste ferite nella mega-marcia contro la decisione del governo di sospendere il referendum per revocare il presidente Nicolás Maduro. Nonostante gli incidenti, la Mesa de Unidad Democrótica – coalizione dei vari gruppi oppositori – è riuscita a raggiungere il risultato: mostrare i muscoli all’esecutivo

Corsa contro il tempo

L’obiettivo è “costringerlo” a fare marcia indietro sulla consultazione possibilmente prima di domenica, quando dovrebbe cominciare il dialogo nazionale, mediato dall’Unione delle nazioni sudamericane e accompagnato dal Vaticano. Per aumentare ulteriormente la pressione, domani l’opposizione ha indetto uno sciopero nazionale. Il primo dal 2002.

Opposizione in piazza contro il referendum (LaPresse)

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