giovedì 8 giugno 2017
Si vota dalle 7 alle 22 (8-23 in Italia). C'è il rischio di un Parlamento senza maggioranza. Ecco gli schieramenti in campo
La premier britannica uscente May e il leader dei laburisti Corbyn (combo con foto LaPresse)

La premier britannica uscente May e il leader dei laburisti Corbyn (combo con foto LaPresse)

Seggi aperti nel Regno Unito per le elezioni politiche anticipate, le prime post Brexit. Si vota dalle7 locali alle 22 (le 23 in Italia) in 650 collegi uninominali, con misure di sicurezza rafforzate dopo i recenti attacchi terroristici. I favori dei sondaggi restano per il Partito Conservatore (Tory) di Theresa May, ma i Laburisti (Labour) di Jeremy Corbyn hanno dato segni di ripresa. Alla Camera dei Comuni uscente i Tory avevano 331 deputati (36,9% nazionale), il Labour 232( 30,4%), gli indipendentisti scozzesi dell'Snp 56, i LibDem 8. I primi exit poll sono attesi subito dopo la chiusura delle urne, alle 23.

In un clima sempre più teso all’estremo dopo gli attacchi terroristici di Londra e Manchester, è ancora impossibile capire se la premier Theresa May riuscirà a guadagnare la maggioranza necessaria per guidare il Regno Unito negli anni difficili da qui alla conclusione del cammino della Brexit. E se la vittoria del partito laburista di Jeremy Corbyn sembra ancora molto improbabile, gli ultimi sondaggi di ieri vedono ridotto ulteriormente il distacco tra i due partiti di maggioranza.

Secondo un’analisi di YouGov, infatti, i conservatori di Theresa May al momento riuscirebbero solo a guadagnare 302 seggi a Westminster ma a May ne servono almeno 326 per essere riconfermata leader. Pensare che subito dopo Pasqua, quando la numero uno conservatrice ha annunciato le elezioni anticipate, il partito contava su 330 seggi in Parlamento. E il voto aveva proprio lo scopo di aumentarli. Il partito di Corbyn, sempre secondo YouGov, sarebbe invece a 269 seggi ma tra laburisti e conservatori, sostenevano ieri altri sondaggi, ci sarebbe un distacco inferiore a un punto percentuale. Così la May punta sul tema della sicurezza, cercando di fare leva sulla paura, e a un comizio dichiara di essere pronta a «stracciare» tutte le leggi in difesa dei diritti umani se ostacoleranno le nuove norme antiterrorismo.

Intanto martedì continuava la campagna elettorale dopo essere stata sospesa per un giorno nel rispetto delle vittime dell’attentato di London Bridge. Laburisti e conservatori di scontravano anche mercoledì sugli organici della polizia con il sindaco di Londra Sadiq Khan che ribadisce che i tagli dei conservatori, che hanno avuto un impatto anche sulle forze dell’ordine, hanno reso la capitale meno sicura. E con l’ex sindaco di Londra e attuale ministro degli Esteri Boris Johnson che insisteva sul fatto che il numero dei poliziotti che sorveglia Londra «è alto ed è rimasto tale». Khan si è trovato anche al centro di uno scontro anche con il presidente americano Donald Trump dopo una serie di polemiche via Twitter dopo l’attacco terroristico londinese, in cui il presidente accusava il sindaco di non aver usato toni abbastanza duri contro i terroristi. «Non credo che dovremmo srotolare il tappeto rosso per il presidente degli Stati Uniti – ha detto il primo cittadino di Londra – nel momento in cui le sue politiche vanno contro tutto quello che stiamo facendo». Ma Johnson ha subito tenuto a precisare che «non c’è ragione per cancellare la visita di Stato di Trump» prevista a settembre.

Più “leggera” è stata invece la campagna dei liberaldemocratici: hanno esibito nelle piazze le leggendarie scarpe con tacco “leopardate” di May accanto a un paio di infradito come metafora per dire che la premier è passata dalla fase di «strong and stable», forte e stabile, a quella di «weak and wobbly», debole e traballante. Un portavoce del Ministero degli Interni ha confermato che sarà aumentata la sicurezza nei seggi del Regno Unito per le elezioni con «una maggiore presenza di agenti di polizia». La paura è quindi alta. In un’intervista alla Bbc l’esperto di terrorismo Michael Fuller ha detto che c’è un «rischio significativo » che i luoghi in cui si vota vengano presi di mira da attacchi terroristici.

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