lunedì 18 settembre 2017
Blitz in un appartamento nel Surrey, dove vivono due anziani coniugi britannici che accoglievano molti giovani profughi. I sospettati sarebbero siriani
Un agente davanti alla casa perquisita (LaPresse)

Un agente davanti alla casa perquisita (LaPresse)

A oltre 48 ore ore dall'attentato di venerdì mattina alla stazione di Parsons Green della metropolitana di Londra, che ha causato 29 feriti, la polizia ha arrestato un secondo sospetto, dopo il 18enne fermato sabato a Dover mentre tentava di lasciare il Regno Unito. La seconda persona è un 21enne fermato sabato alle 23.50 locali (50 minuti dopo la mezzanotte in Italia) a Hounslow a ovest di Londra. Si chiama Yahyah Farroukh, è siriano di Damasco e viveva a Stanwell, nel Surrey. È stato arrestato in un fast food di Hounslow. Lo riportano i media britannici citando la polizia

Entrambi i sospettati sarebbero legati a una famiglia britannica di Sunbury-on-Thames, la cui abitazione in Cavendish Road è stata perquisita sabato. Stando a quanto riferisce Sky News, i due sarebbero stati in passato affidati a una coppia di anziani, Penelope e Ronald Jones, decorati nel 2009 dalla regina Elisabetta II per aver preso nel corso di 40 anni 268 bambini e ragazzi in affido. Negli ultimi anni avevano accolto almeno 8 giovani profughi. Sembra che il 18enne vivesse ancora con loro.

Stando sempre ai media britannici, il 18enne sarebbe di origine irachena, i suoi genitori sarebbero morti in Iraq e lui sarebbe arrivato in Gran Bretagna a 15 anni. Secondo altre fonti, invece, sarebbe anche lui siriano.

L'arresto di sabato

A piazzare l'esplosivo sul treno della metropolitana di Londra sarebbe stato il 18enne arrestato sabato. L'uomo è stato fermato a Dover, nel sud dell'Inghilterra, dove probabilmente avrebbe cercato di imbarcarsi per la Francia. Si è poi saputo che era stato fermato un paio di settimane fa, anche se il motivo al momento non è noto, ma che poi era stato rilasciato.

Nel pomeriggio di sabato le forze di sicurezza hanno effettuato il blitz nell'un appartamento a Sunbury-on-Thames nel Surrey, che ha portato nella notte tra sabato e domenica all'arresto dell'altra persona.

Un migliaio i poliziotti in campo

Sono un migliaio gli agenti dispiegati in Gran Bretagna per trovare chi ha piazzato la bomba rudimentale che venerdì, alla stazione della metropolitana di Parsons Green a Londra, ha causato 29 feriti, nessuno dei quali gravi. Centinaia di militari sono stati invece schierati a protezione degli obiettivi sensibili nell'ambito dell'operazione Tempora, annunciata dalla premier Theresa May. Il livello di allerta terrorismo nazionale è stato innalzato a «critico», il massimo, che indica la possibilità di un attacco imminente.

Venerdì sera è arrivata la rivendicazione dei jiahdisti del Daesh. Ma il commissario di Scotland Yard, Mark Rowley, l'ha definita «molto di routine», indipendentemente dal fatto che il sedicente Stato islamico «abbia avuto o meno un coinvolgimento con le persone che hanno compiuto l'attentato».

L'esplosione nell'orario di punta

«È terrorismo». La conferma di Scotland Yard arriva un paio d'ore dopo l'esplosione che, venerdì mattina, scatena il panico tra i passeggeri di un treno della metropolitana di Londra. E la premier Theresa May twitta: «I miei pensieri vanno ai feriti a Parsons Green e ai servizi di soccorso che stanno rispondendo coraggiosamente all'atto terroristico».

Lo scoppio è avvenuto alle 8.20 locali (le 9.20 in Italia) a bordo di un convoglio della DIstrict Line (linea verde) all'altezza della stazione di Parsons Green, nella zona di Fullham, sud-ovest della capitale britannica. Una portavoce della Fire Brigade (i vigili del fuoco), riferisce il Sun, ha dichiarato: «Siamo stati chiamati alle 8.21 e abbiamo informazioni di fiamme su un treno». Si tratta di un orario di punta, quando la Tube è affollata dai pendolari. Diversi passeggeri hanno riportato ustioni facciali, altri sono stati travolti dalla calca nel fuggi fuggi generale.

Il video girato da un testimone

Ordigno rudimentale in una busta del supermercato

A causare l'esplosione è stato un ordigno rudimentale in un secchio di plastica bianco, posto in una busta dei supermercati low cost Lidl e lasciato accanto alla porta di un convoglio. L'ordigno era collegato ad alcune luci di Natale e una batteria. Un'immagine ripresa da Twitter e diffusa dal Sun mostra il secchio in fiamme. L'ordigno aveva un timer: l'attentatore lo avrebbe abbandonato per poi allontanarsi prima della deflagrazione.

Il secchio da cui sarebbe partita l'esplosione (Sylvain Pennec'PA Wire LaPresse)

Il secchio da cui sarebbe partita l'esplosione (Sylvain Pennec/PA Wire LaPresse)

Testimoni: «Una palla di fuoco»

«Una palla di fuoco ha avvolto la carrozza della metropolitana». È una delle testimonianze che si leggono sui social media dopo l'esplosione. «Ho sentito urla e persone che fuggivano nella stazione di Parsons Green», ha detto un altro testimone.

Un testimone oculare ha raccontato all'agenzia Reuters che le fiamme hanno invaso una carrozza e si sono propagate lungo il treno, inducendo i passeggeri a calpestare gli altri per fuggire.

Un'italiana che si trovava sul posto, Roberta Amuso, riferisce: «Non ho avuto neppure il tempo di capire: sono stata investita da una massa di persone che si precipitavano fuori dal treno. Sono corsa anch'io verso l'uscita. Chi inciampava e cadeva per terra veniva calpestato. Sono stati attimi di paura».

La polemica Trump-May

La premier Theresa May ha attaccato il presidente americano Donald Trump diffidandolo dal fare «speculazioni» sul nuovo attentato a Londra, perché certo «non aiutano nessuno». Subito dopo l'attentato, Trump aveva scritto su Twitter che gli autori dell'attacco sono «persone malate e dementi», note alla polizia. «Penso che non aiutino nessuno, in alcun modo, le speculazioni su un'inchiesta in corso», ha detto May in un messaggio trasmesso in tv.

Il sindaco Khan: non ci faremo intimidire

Subito dopo l'attentato, il sindaco Sadiq Khan ha scritto su Twitter: «Londra condanna gli odiosi individui che usano il terrorismo per metterci in pericolo e distruggere il nostro modo di vivere», «come Londra ha dimostrato più volte, non saremo mai intimiditi o sconfitti dal terrorismo».

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