venerdì 25 gennaio 2013
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Caro direttore,in questo momento ho la grande fortuna di stringere tra le braccia un bimbo di tre mesi. Ogni tanto si incanta a guardare un oggetto per noi banale, tutto preso chissà da cosa. Guarda un pezzetto di carta rosso, sorride, e a me sembra che lui sia in pace con l’Universo. Ha solo bisogno di amore, vive un eterno presente. Questo siamo noi, lo siamo stati, tutti. Poi cosa accade? Le idee più belle, concepite da persone illuminate ed animate dalle più buone intenzioni, si trasformano in ideologie. Fa comodo affidarsi ad una ideologia. Nel pacchetto sono compresi: cosa devi pensare, chi devi rispettare, contro chi te la devi prendere, e i simboli del senso di appartenenza, così hai la rassicurante sensazione di far parte di un gruppo che la pensa come te. Tutto ciò è innaturale, e il passo verso la violenza è breve, come nel caso di Asia Bibi, che è stata imprigionata e condannata a morte per una questione "ideologica". Allora faccio una preghiera a Dio, che è una preghiera anche per Asia: regala all’Umanità lo stupore, l’umiltà e l’incanto nei confronti del mondo e di se stessi. Facci percepire come illusoria la certezza di conoscere chi siamo, manda un diluvio universale nelle nostre menti, che faccia piazza pulita di tutto quanto è inutile, affinché possa riemergere quel bimbo dimenticato che da sempre è dentro di noi. 
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