lunedì 31 ottobre 2016
Giallo in Parlamento durante la votazione per la scheda in più nell'urna. Dopo una crisi durata due anni e cinque mesi l'ex generale cristiano è capo dello Stato. Saad Hariri sarà ancora premier
L'ex generale cristiano Michel Aoun, 81 anni, è il nuovo presidente del Libano

L'ex generale cristiano Michel Aoun, 81 anni, è il nuovo presidente del Libano

Il Libano ha da oggi un presidente: Michel Aoun. Ci sono voluti 890 giorni e 46 convocazioni del Parlamento (molto spesso disertate) per arrivare all’elezione dell’ottantunenne ex generale. Aoun, 81 anni, un cristiano-maronita come prevede la ripartizione delle cariche istituzionali nel Paese, è stato eletto al secondo turno con 83 voti contro 36 schede bianche e 8 schede nulle. Al primo turno Aoun aveva ottenuto 84 voti, due in meno rispetto ai due terzi previsti, ma molti meno rispetto ai 90 ipotizzati fino a ieri, probabilmente per la presenza di "franchi tiratori" tra i suoi sostenitori. La seduta parlamentare è stata inoltre rallentata per l'invalidazione di due tornate elettorali a causa della presenza di una scheda supplementare nell'urna.

Dopo il «giallo» delle schede

L’inizio della soluzione della lunga crisi istituzionale si è avuto due settimane fa con l’endorsement dell’ex premier Saad Hariri alla candidatura di Aoun. A favore di quest’ultimo hanno così votato i deputati vicini a Hariri e al leader druso Walid Jumblat, oltre a quelli delle Forze libanesi di Samir Geagea. Contro l’arrivo di Aoun c’erano principalmente il blocco parlamentare del presidente della Camera, Nabih Berri e il partito Kataeb guidato da Sami Gemayel, oltre all’altro candidato, Suleiman Frangieh. Si assiste così a una ricomposizione delle coalizioni che hanno animato sin dal 2005 la vita politica libanese (14 Marzo e 8 Marzo) con solo il partito Hezbollah che ha assicurato il sostegno ad Aoun all’interno della seconda coalizione. Da domani il dibattito politico si sposterà comunque sulla formazione del nuovo governo, alla cui guida sarà sicuramente indicato Saad Hariri.

Un compito, questo, che non si prevede facile, in considerazione del “veto” di Berri e quindi della rappresentatività sciita all’interno dell’esecutivo. Aoun farà presto il suo ingresso nel palazzo di Baabda, lo stesso dal quale fu cacciato 26 anni fa, il 13 ottobre 1990, in una vasta operazione militare siriana con la benedizione americana. Non appena sono stati annunciati i risultati, in molte zone del Libano – in particolare cristiane – sono avvenute manifestazioni popolari di giubilo per l’elezione, forse per la prima volta nella storia del Paese, di un presidente “made in Lebanon”. La distribuzione del potere politico tra le diverse comunità religiose che compongono il mosaico libanese contempla l’assegnazione della carica presidenziale ai cattolici maroniti, la presidenza del Consiglio dei ministri ai musulmani sunniti e la presidenza della Camera agli sciiti.

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