giovedì 8 novembre 2012
​«La fiducia che l’opera possa essere completata ha prevalso sulla rabbia per una crisi che piega il mondo e imporrà ancora sacrifici duri. L’America ha votato per la continuità. Ha detto a Barak Obama tre parole chiare: finisci il lavoro». Franco Frattini, a Parigi per un’audizione al Parlamento francese, sembra quasi invitare l’Italia (e magari l’Europa) a riflettere sulla "lezione" americana. A capire che non è il momento di «salti nel vuoto». L’ex ministro degli Esteri con la testa già proiettata al prossimo voto in Italia (e in Germania) allora avverte: «Ora le scelte politiche devono consolidarsi».Che vuole dirci?Che bisogna dare il tempo a coloro che sono protagonisti di questo cambiamento di portare a termine il loro progetto. In Italia c’è l’agenda Monti che va completata; in Germania c’è un nuova stagione segnata da un ritrovato europeismo che non va interrotta.Il ravvedimento del Cancelliere?Io direi il ritorno di Angela Merkel a una visione europeista dopo mesi segnati da un egoismo che portava a mettere in discussione la solidarietà verso la Grecia. Ora la Germania ha ritrovato la strada giusta: parla e punta su un super ministro europeo dell’Economia. E lavora a una unione politica riflettendo anche sulla possibilità di cambiare i trattati europei. E allora? Continuità?Potrei dire consolidamento di un percorso, di un progetto, di una visione. E potrei aggiungere: guai se si preferissero le logiche distruttive rispetto a un’opera di costruzione. Ma lo voglio dire in maniera ancora più chiara: guai a pensare di smantellare l’agenda Monti.Obama vede in Monti un punto di riferimento?C’è una collaborazione sempre più strutturata, che è cresciuta in questi quattro anni. Pensi, nelle ore prima del verdetto riflettevo sulle incognite che si agitavano dietro una vittoria del governatore Romney, dietro i suoi giudizi così negativi sull’Italia...Però c’è ancora Obama...... Che ha dimostrato di guardare all’Europa come a una realtà credibile con cui collaborare per la soluzione della crisi economica e per la collaborazione sui grandi temi della sicurezza strategica. E di puntare sul forte impulso pro Europa garantito dal lavoro di Mario Monti.Un nuovo inno al Monti bis?Non c’è bisogno che ripeta ancora una volta che il presidente Monti è il migliore interprete della sua agenda. Ma su un secondo mandato a Palazzo Chigi decideranno gli elettori italiani. Noi possiamo solo creare le condizioni politiche che permettano di far prevalere programmi e progetti che si basano sull’agenda del premier. Ripeto: è l’ora di continuare un lavoro, di consolidarlo e, invece, osservo con preoccupazione i tentativi di mettere in discussione i punti centrali dell’agenda Monti. Per l’Italia sarebbe una sciagura.In America la continuità è stata scelta dagli americani, in Italia può essere garantita con una legge elettorale decisa a maggioranza?In America c’è il bipartitismo, non c’è una maggioranza che qualcuno pensa di drogare mantenendo l’attuale legge.Ma si farà questa legge?È oramai inevitabile, non ci sono alternative, pena il suicidio delle forze politiche. Se vogliamo regalare alle forze antisistema la maggioranza relativa in Parlamento non dobbiamo fare altro che lasciare la legge elettorale così come è e la rabbia popolare travolgerà tutti i partiti.Monti potrebbe intervenire?Non vedo il decreto del governo, ma il messaggio alle Camere è un’arma nelle mani del capo dello Stato. Napolitano è il pilastro per la tenuta costituzionale del Paese e non mi meraviglierei che, davanti all’inerzia del Parlamento, decidesse di compiere un gesto importante.
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