venerdì 9 giugno 2017
Dallo scarso feeling con la gente ai repentini cambi di rotta. Le decisioni sbagliate della premier britannica che hanno avvantaggiato i suoi avversari
La premier uscente britannica Theresa May (LaPresse)

La premier uscente britannica Theresa May (LaPresse)

Anche secondo molti suoi compagni dipartito Theresa May ha condotto una campagna "disastrosa": ecco cinque motivi per cui le cose non sono andate a come avrebbe voluto la premier conservatrice britannica, che ha perso la sua maggioranza parlamentare con il voto di ieri.

1) May ha sbagliato indicendo le elezioni con tre anni di anticipo ad aprile, dopo aver ripetuto a lungo che non l'avrebbe fatto. Allora tutti prevedevano un suo trionfo sui laburisti, ma i libri di storia dicono che l'esercizio è pericoloso. I conservatori avevano già indetto elezioni anticipate nel 1974, per perderle meglio contro i laburisti. Il predecessore di May, David Cameron, era convinto di vincere il referendum sulla Ue del 2016, ma poi ha dovuto dare el dimissioni, battuto dalla Brexit. «Era una scommessa e Theresa May l'ha persa. Questo pone al questione della sua perspicacia in politica» dice Mike Finn, politologo dell'università di Warwick.

2) Il programma dei conservatori comprendeva una misura molto impopolare sulle cure agli anziani, subito soprannominata la "Dementia Tax". La polemica è esplosa subito e quattro giorni dopo la premier ha dovuto fare una drammatica marcia indietro. Ma il danno era fatto: Theresa May è accusata di cambiera spesso idea, cala nei sondaggi e non riesce più a far sentire il suo messaggio sulla Brexit. "Theresa May ha rovinato la sua campagna e sono ancora gentile, il messaggio veicolato è stato scoraggiante e la marcia indietro sulla cura degli anziani una catastrofe" ha commentato la deputata conservatrice Anna Soubry, rieletta per un pelo.

3) I tre attentati terroristi che hanno insanguinato il Regno unito da marzo hanno inevitabilmente portato il dibattito sulla
questione della sicurezza,
tradizionalmente punto forte dei conservatori. Ma i laburisti hanno abilmente posto l'austerità Tory e i tagli al bilancio delle forze dell'ordine, 20mila agenti in meno nei sei anni di May ministra degli Interni, al centro del dibattito elettorale. Nonostante un pedigree pacifista il leader laburista Jeremy Corbyn ha proposto l'assunzione di 10mila agenti di polizia tra le altre misure di bilancio. May si è rifiutata di farlo.

4) Theresa May ha annunciato all'inizio della campagna che non avrebbe partecipato ad alcun dibattito televisivo con gli altri leader di partito, accontentandosi di due intervista con un giornalista e il pubblico. L'opposizione è balzata sulla sua scelta per attaccarne "la mancanza di coraggio" e la "debolezza". In occasione di un dibattito surreale, che riuniva praticamente tutti i leader tranne lei, è stata attaccata da tutte le parti senza poter replicare. Per giustificarsi ha detto che preferiva "avere degli scambi con gli elettori".

5) May ha fatto di tutto per evitare gli elettori, tenendo comizi davanti a piccoli gruppi di sostenitori ben addestrati, mentre il rivale Jeremy Corbyn ha tenuto accesi discorsi davanti a folle oceaniche. Molti elettori le hanno rimproverato freddezza e mancanza di empatia. Oratrice modesta, si è accontentata di ripetere il suo messaggio in tono meccanico. "Theresa May ha il calore, l'umorismo, l'eloquenza ei l fascino di un congelatore (...) riempito fino all'orlo di sofficini Findus in stato di decomposizione" ha scritto Rod Liddle, giornalista dello Spectator, rivista vicina ai Tories.

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