giovedì 4 maggio 2017
I toni duri durante il confronto televisivo di mercoledì sera non hanno premiato la candidata dell'estrema destra. Macron denuncia Le Pen che lo accusava di evasione fiscale: aperta inchiesta
Lancio di uova contro Le Pen in Bretagna. E Obama «vota» Macron
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«I conti di Macron ai Caraibi». Aperta un'inchiesta

La Procura di Parigi ha aperto un'inchiesta preliminare dopo la denuncia "contro ignoti" per "falso" e "diffusione di notizie false atte a turbare il voto" e "uso di falso" depositata oggi da Emmanuel Macron, dopo che ieri, durante il dibattito tv, la sfidante Marine Le Pen aveva insinuato che Macron avesse conti in società offshore nei Caraibi.

Affermazioni smentite oggi in più occasioni dello stesso Macron che ha affermato non solo di non "avere conti alle Bahamas", ma anche di essere vittima di una diffamazione organizzata "dai gruppi su internet" che Le Pen ha dietro, in quali hanno fatto circolare, nelle ore precedenti e durante il dibattito tv, dei tweet, soprattutto in inglese, su presunti di documenti che provavano l'evasione fiscale di Macron. "Documenti completamente falsi", ha ribadito il candidato di 'En Marche!'.

Endorsement di Obama per Macron

L'ex presidente statunitense Barack Obama scende in campo per il candidato centrista Emmanuel Macron. L'endorsement arriva tramite un video postato sui social network, all'indomani del duello televisivo tra Macron e Le Pen. "Voglio che sappiate che sostengo Emmanuel Macron", ha affermato l'ex presidente. Questo turno è di "fondamentale importanza per il futuro della Francia e i valori in cui crediamo", ha aggiunto Obama che ha sottolineato di "ammirare" i "valori liberali" del candidato centrista che fa leva "sulle speranze della gente e non sulle paure" e che "ha presentato una visione dell'importante ruolo che la Francia svolge in Europa e in tutto il mondo".

Pioggia di uova su Marina Le Pen in Bretagna

Una cinquantina di persone ha atteso l'arrivo della candidata dell'estrema destra a Dol-de-Bretagne, nella regione della Bretagna, e urlando "fuori i fascisti" le ha lanciate contro la donna, che è però uscita indenne dall'assalto. La scorta, infatti, era riuscita a trasferirla velocemente nell'edificio di una compagnia di armatori. La protesta è arrivata il giorno dopo il confronto televisivo diretto tra Le Pen e il suo rivale, Emmanuel Macron, che ha conseguito il consenso di almeno due terzi dei telespettatori. La Bretagna, in cui la candidata Front National ha raccolto solo il 15% dei voti al primo turno delle elezioni, non è considerata una roccaforte dell'estrema destra.

Lapresse

Lapresse - LaPresse


Il faccia-a-faccia tv «violento» ma a favore di Macron

All'indomani del confronto televisivo tra i due candidati all'Eliseo, Marine Le Pen e Emmanuel Macron - a cui hanno assistito 15,1 milioni di spettatori (per il confronto tra Hollande e Sarkozy nel 2012 gli spettatori erano stati 17,8 milioni) - la stampa francese è praticamente unanime nell'evidenziare la violenza della prova. «Macron-Le Pen: un dibattito brutale che lascerà delle tracce», scrive la Matinale du Monde. Per Le Figaro, in genere non tenero con il candidato di En Marche!, «Macron regge allo shock e si impone dinanzi a Le Pen». Per Libération si è trattato di un «dibattito impossibile: aggressioni e invettive demagogiche, la candidata di estrema destra ha appesantito il confronto, spesso costringendo l'avversario, più preciso di lei, alla difensiva». Con il 63% delle preferenze, Macron è stato ritenuto come il «più convincente» nella prova tv, contro il 34% della candidata del Front National: è quanto emerge da un sondaggio realizzato dall'istituto Elabe per BFM-TV.

Uno scontro televisivo di due ore e mezzo

di Daniele Zappalà

L'astro nascente 39enne con trascorsi da banchiere d’affari contro la figlia ed erede politica dell’uomo forse più odiato degli ultimi decenni in Francia. Dopo tante schermaglie verbali a distanza, Emmanuel Macron e Marine Le Pen sono arrivati mercoledì sera ai ferri corti nel tradizionale duello televisivo fra finalisti in vista del ballottaggio presidenziale di domenica prossima. Uno scontro di due ore e mezza fra personalità e programmi per molti versi antitetici, come la drammaturgia dello show in prima serata (trasmesso da uno studio a nord di Parigi) ha ben presto evidenziato davanti a una platea virtuale di oltre 20 milioni di francesi, fra cui una fetta non trascurabile d’indecisi. Per molti patiti di pallone, la scelta non è stata semplice dato il parallelo scontro serale Monaco-Juventus di Champions League.


Con Le Pen la prima assoluta dell'ultradestra nel dibattito Tv

Monsieur Macron è il candidato della globalizzazione selvaggia, dell’uberizzazione, della precarietà, della brutalità sociale, della guerra di tutti contro tutti, del saccheggio economico dei nostri grandi gruppi, dello smontaggio della Francia da parte dei grandi interessi economici, dei comunitarismi e tutto ciò è pilotato da Monsieur Hollande», ha lanciato in apertura (per sorteggio) Le Pen, la cui presenza rappresentava una prima assoluta per l’ultradestra in un simile evento. Nel 2002, dopo la qualificazione a sorpresa del padre Jean-Marie per il ballottaggio, lo sfidante e futuro presidente riconfermato Jacques Chirac rifiutò infatti di dibattere in diretta televisiva con il leader xenofobo.


Il candidato centrista più spigliato, attacco alla rivale

Fin dall’inizio, riproponendo la tesi di un Macron «delfino» del presidente socialista uscente François Hollande, la candidata ha evidenziato il suo bisogno assoluto di rincorrere, dato che anche gli ultimi sondaggi l’hanno data indietro di 18 punti: 41% contro 59% per Macron. Probabilmente rassicurato da questi margini, il centrista è apparso più spigliato del previsto ed ha attaccato fin dall’inizio la rivale in campo economico, denunciando «lo spirito di sconfitta» dell’ultranazionalista ed esaltando la presenza e apertura dell’economia francese nel mondo intero: «Voglio che lo spirito di conquista trionfi».

Le Pen ha martellato: «La vostra politica è stata catastrofica». Poi, ha proposto «un fondo sovrano» per salvare le imprese in difficoltà. In proposito, il «liberal-socialista» Macron, deciso a non farsi irretire nel riepilogo dell’ultimo quinquennio, ha assicurato di volersi proiettare verso il futuro: «Mi batterò per salvare i siti industriali».


Scontro veemente sull'Europa e sui cantieri navali «venduti agli italiani»

Sull’Europa, uno dei temi forti della campagna nella scia della Brexit, le Pen ha detto di non volere più una Francia «che si sottomette» alle regole di Bruxelles, subito contestata dal rivale nel quadro di scambi molto densi e a tratti veementi. A proposito dei cantieri navali di Saint-Nazaire, Le Pen ha attaccato in questi termini: «Li avete venduti agli italiani!». Ma Macron ha ricordato che l’accordo con Fincantieri è avvenuto nel corso della campagna elettorale, denunciando ancora una volta le «bugie» della rivale. Mentre Le Pen, sul piano personale, ha insistito sulla «freddezza del banchiere d’affari», evocando i trascorsi professionali di Macron.


I temi dell'immigrazione e del terrorismo

Anche i temi dell’immigrazione e del terrorismo hanno evidenziato le rispettive posizioni spesso antitetiche. Le Pen ha ribadito la necessità di «espellere» tutti i jihadisti schedati, mentre Macron ha promesso misure «più chirurgiche» e insistito su «una più grande cooperazione europea» nell’antiterrorismo. Il dibattito ha avuto impennate pure sull’Uoif, la federazione più radicale di moschee sospettata di ricevere finanziamenti dai Paesi del Golfo: i candidati si sono accusati reciprocamente di collusioni con la controversa organizzazione.
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