lunedì 19 novembre 2018
Proseguono anche i rallentamenti del traffico da parte dei manifestanti contro il caro-carburante e il caro-vita. Chiedono una risposta al governo
I gilet gialli hanno bloccato domenica ingressi delle autostrade A11  e A 28 vicino a Le Mans, nel nord-ovest della Francia (LaPresse)

I gilet gialli hanno bloccato domenica ingressi delle autostrade A11 e A 28 vicino a Le Mans, nel nord-ovest della Francia (LaPresse) - LaPresse

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Ricomincia, per il terzo giorno consecutivo, la protesta dei "gilet gialli" in Francia. E per la prima volta alle consuete manifestazioni di protesta - le operazioni lumaca, i filtri e i blocchi del traffico - si è aggiunto il fermo a due depositi di carburante.

Il gruppo Total ha reso noto che «sono stati bloccati due depositi: a Vern vicino a Rennes e a Fos-sur-mer (Bouches-du-Rhone)». Al deposito di Lespinasse a nord di Tolosa, un manifestante, tale Sébastien, tecnico aeronautico di 21 anni, è rimasto tutta la notte ai cancelli. Diversi organizzatori, intervistati dai media, chiedono «un gesto» da parte del governo, in particolare la possibilità di «essere ricevuti all'Eliseo da Emmanuel Macron».

Benjamin Cauchy, portavoce dei manifestanti, all'emittente Rmc ha spiegato che vogliono «bloccare le raffinerie e i depositi industriali per avere un impatto economico in modo che il governo risponda il più rapidamente possibile».

La mobilitazione ha perso la portata che aveva sabato, ma «la consegna resta la stessa, ossia che le forze dell'ordine, gendarmi, agenti di polizia, interverranno ogni volta che un asse strutturante viene bloccato o ogni volta che si verificano violenze» ha dichiarato il sottosegretario all'Interno, Laurent Nunez. «La Francia non può essere bloccata, le forze dell'ordine interverranno sistematicamente».

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