venerdì 12 gennaio 2018
A tre giorni dall'arrivo di papa Francesco, danni soprattutto a porte e facciate. Sventato un quarto attacco. Sempre a Santiago, manifestanti anti-governo occupano la sede della Nunziatura apostolica
Danneggiate 3 chiese a Santiago, Bachelet condanna
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A tre giorni dall'arrivo di papa Francesco in Cile, nella capitale Santiago sono state attaccate tre chiese cattoliche mentre un quarto sfregio è stato sventato dalla polizia. Le chiese hanno subito danni, soprattutto alle porte e alle facciate. La presidente Michelle Bachelet ha espresso la sua condanna.

Sempre oggi a Santiago del Cile, un gruppo di manifestanti capeggiati dall'ex candidata alla presidenza Roxana Miranda hanno occupato la sede della Nunziatura apostolica. «Il problema qui non è la fede, ma piuttosto i milioni che si stanno spendendo» per la visita del Papa, ha detto Miranda.

“Nessun attacco terroristico, ma atti di vandalismo compiuti per attirare l’attenzione”, afferma padre Felipe Herrera, portavoce della Commissione nazionale della visita di papa Francesco in Cile: “Sono opera di piccoli gruppi che agiscono, non soltanto contro la Chiesa ma in occasioni di altri eventi importanti organizzati da ambasciate o istituzioni pubbliche. Proteste violente. Lanciano bottiglie incendiarie o panni imbevuti di benzina per appiccare il fuoco. Poi lasciano messaggi rabbiosi. Agiscono nella notte e in questo caso hanno preso di mira chiese piccole e povere, frequentate da gente povera”. “Sono comunque segno di uno scontento sociale altissimo - conclude Herrera -. Dicono che la Chiesa sia complice. Sono gruppi anti-sistema”.

"Questi gesti di una minoranza minima invece di crearci sconforto, mettono il nostro cuore in uno stato di attesa e speranza ancora più grande - fa sapere a Vatican News il cardinale Ricardo Ezzati, arcivescovo di Santiago -. Noi sappiamo che l'amore di Cristo supera tutto e arriva a tutti e siamo animati da una grandissima speranza e da una grandissima fiducia. Il popolo cileno è accogliente. Gli attentati non hanno avuto conseguenze".

Le parole della presidente Bachelet

«Quanto accaduto è molto strano» ha detto la presidente Bachelet riferendosi agli attacchi alle chiese, «perché non è qualcosa che si può attribuire a un gruppo specifico». Bachelet ha affermato che in democrazia la gente ha diritto di manifestare, purché lo faccia «in maniera pacifica e adeguata». Ha poi sottolineato che il governo ha fatto tutto quanto in suo potere per aiutare nella pianificazione e nell'organizzazione del viaggio apostolico di papa Francesco. Gli sforzi dell'esecutivo, ha precisato, si sono concentrati sulla sicurezza, sul sostegno per facilitare l'accesso ai luoghi degli eventi, così come il movimento dei fedeli.

Le tre chiese attaccate da ignoti

A Santiago è stata attaccata, nella zona della stazione centrale, la chiesa di Santa Isabel de Hungría, dove ignoti hanno gettato un panno impregnato di combustibile all'ingresso e poi hanno appiccato il fuoco, provocando un incendio poi controllato dai vigili del fuoco. «Libertà per tutti i prigionieri politici nel mondo, Wallmapu (territorio mapuche, ndr) libero, autonomia e resistenza. Papa Francesco, le prossime bombe saranno sotto il tuo abito talare» sono le farneticanti parole di un opuscolo lasciato dagli autori dell'attacco. Fernando Ibáñez, sacerdote che vive nella parrocchia, ha riferito alla locale radio Cooperativa che poche ore prima alcuni giovani erano passati davanti alla chiesa gridando insulti, ma nulla faceva pensare a un attacco di questo tipo. «Ho sentito un cane abbaiare e dalla mia finestra ho visto la luce di una fiamma, mi sono alzato e ho chiamato il parroco don Cristian, mentre i vicini gridavano, ci chiamavano», poi «ho preso un tubo e ho cominciato a spegnere il fuoco», ha spiegato.

A Recoleta è stata colpita la cappella di Emanuel, dove dopo le 3 locali sconosciuti hanno lanciato una bomba che esplodendo ha squarciato una porta e infranto alcune finestre, secondo quanto riferito dalla polizia. Sul posto «sono stati rinvenuti oggetti che sono stati schedati per essere inviati all'ufficio del pubblico ministero», ha detto il capitano della polizia Eduardo Grandon. Nelle prime ore del mattino, il ministro dell'Interno Mahmud Aleuy è arrivato sul luogo, condannando l'uso della violenza.

A Penalolén, alla cappella del Cristo Vencedor, ignoti hanno fatto esplodere una bomba che ha causato pochi danni.

Sventato un quarto attacco

Infine, nel santuario di Cristo Pobre, situato vicino alla stazione della metropolitana Quinta Normal, la polizia ha neutralizzato un bidone apparentemente pieno di combustibile. Il governo ha annunciato che denuncerà tutti i responsabili degli attacchi.

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