mercoledì 10 novembre 2021
I partecipanti all'incontro del 6 novembre in Duomo sperano che il cammino ora vada avanti. Lucia Goisis, una di loro, si augura "un percorso d’azione comune con alcuni obiettivi da realizzare"
Uno dei tavoli di discussione all'incontro "Giovani e Vescovi"

Uno dei tavoli di discussione all'incontro "Giovani e Vescovi" - Oratori Diocesi Lombarde

COMMENTA E CONDIVIDI

Alla fine del primo incontro del percorso "Giovani e Vescovi"; l'emozione più comune tra i partecipanti era l'entusiasmo. "La giornata è andata molto bene perché abbiamo lavorato con i vescovi alla pari, proprio come succede in un'équipe", racconta Michele Goisis, 22 anni, che insieme a Lucia Pareti aveva preso parte all'intervista di Avvenire all'Arcivescovo di Milano, Mario Delpini, e ha partecipato all'evento del 6 novembre in Duomo.

Prima dell’evento Michele era scettico sulla sua riuscita: "Avevo paura ci fosse troppa formalità, invece è stato possibile esprimere liberamente i nostri pensieri". Per ogni tematica al centro dell’incontro, i giovani hanno lanciato diverse idee per realizzare un cambiamento positivo a partire dalle proprie città. "Le proposte sono state così tante che il tempo per affrontarle non è stato sufficiente - si rammarica lo studente -. Io ero seduto al tavolo dell'interculturalità e lì i giovani hanno proposto giornate di incontro tra culture e religioni diverse, da inserire in percorsi già esistenti, come quelli di catechesi, e la valorizzazione di enti che già fanno dell’interculturalità la loro vocazione. Abbiamo immaginato una Chiesa in uscita rispetto ai suoi soliti luoghi". Il desiderio espresso dai partecipanti è che queste idee si tramutino presto in realtà. "La parola d’ordine, adesso, è essere testimoni del dialogo bello e nuovo che abbiamo vissuto", sostiene Michele. Secondo lui, "la giornata può portare frutto solamente se tutti decidiamo di mettere le mani in pasta e di sognare in grande".

L’altro desiderio emerso con forza è che il dialogo con i vescovi continui. "Spero che gli organizzatori ci coinvolgano in un percorso d’azione comune. Potremmo darci degli obiettivi da realizzare ognuno sul proprio territorio, con scadenze specifiche, e poi ritrovarci per raccontare le novità", si augura Lucia, 31 anni, che ha partecipato all'evento come "inviata" di Economy of Francesco. Dagli adulti si aspetta che "rispettino le nostre idee e ci lascino spazi d’azione", spiega. E perché il cammino porti a cambiamenti reali, "è necessario anche fare rete tra tutte le Associazioni coinvolte". Per Lucia l’evento in Duomo è stato sorprendente: "Vedere tanti giovani impegnati in realtà di volontariato o in movimenti ha mostrato quanta bellezza esiste e anche quanta voglia di cambiamento ci sia", racconta. "Tutti noi eravamo animati dal desiderio di costruire un cammino nuovo verso una Chiesa più vicina ai temi attuali".

© Riproduzione riservata
COMMENTA E CONDIVIDI

ARGOMENTI: