lunedì 13 febbraio 2012
Il piano di austerità greco approvato in Parlamento incoraggia le Borse ma accende le piazze: sono a centinaia i feriti ad Atene. «Danni irreparabili" per il sindaco. L'Europa intanto incalza e avverte che il varo del piano è solo un passo.
La crisi greca le immagini di Giorgio Ferrari
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Il piano di austerità greco approvato in Parlamento incoraggia le Borse ma accende le piazze: sono a centinaia i feriti ad Atene. L'Europa intanto incalza e avverte che il varo del piano è solo un passo e "le difficoltà - dice il presidente della Commissione Ue, Josè Manuel Barroso - sono lontane dall'essere superate". È ancora necessario finalizzare i negoziati per il secondo pacchetto di aiuti, ma "ciò che l'Europa sta facendo soprattutto in questo ultimissimo periodo - rileva Barroso - costituisce una base perché gli investitori tornino ad avere fiducia".Le principali Borse europee difatti viaggiano in rialzo. A meno di un'ora, pur limando i guadagni, dalla chiusura a Londra l'Ftse 100 sale dello 0,8%; a Milano il Ftse Mib avanza dello 0,2%, mentre a Francoforte il Dax cresce dello 0,6%; a Parigi il Cac 40 guadagna lo 0,1% e Atene, naturalmente, segna un balzo del 6,2%. Giù intanto lo spread Btp/Bund a 353 punti base."L'Europa resta al fianco del governo e del popolo greco", incoraggia il vice presidente della Commissione Ue, Olli Rehn. "Il voto di ieri - dice - è una tappa cruciale per il secondo programma". Rehn ha condannato le violenze dei manifestanti ad Atene sostenendo che essi "non rappresentano la maggioranza del popolo greco". Apprezzamento per il voto del piano arriva anche da Berlino: "Esprimiamo il nostro benvenuto - dice il portavoce della cancelliera Angela Markel, Steffen Seibert - per la decisione del Parlamento greco. Mostra l'auspicio dei greci ad assumere le difficili misure necessarie per rimettere in piedi il Paese. Queste misure non sono solo risparmi fatti per tagliare, ma risparmi decisi per la salvezza".La dinamica del salvataggio prescrive che entro mercoledì prossimo i leader politici della Grecia siglino una lettera di intenti con cui s'impegnano a implementare le riforme anche dopo le elezioni. È un impegno esplicitamente richiesto dalla troika, oltre al voto parlamentare di ieri. "I leader politici - dice il portavoce dell'esecutivo ellenico - dovranno scrivere il loro impegno entro mercoledì, possibilmente per lettera". L'intesa con i creditori sullo swap del debito sarà completata a marzo: "Lo swap sui bond - ha precisato il portavoce - sarà concluso a marzo e le elezioni si terranno ad aprile".

DANNI "IRREPARABILI"Atene fa la conta dei danni e ripulisce le macerie, il giorno dopo le violenze e gli incendi che hanno accompagnato il voto del Parlamento sul pacchetto austerità. Per il sindaco della città Giorgos Kaminis, che stamattina ha fatto un sopralluogo agli edifici andati a fuoco, 45 tra negozi e uffici sono stati distrutti. Ha definito il danni "irreparabili". Secondo la polizia, 68 agenti e 70 dimostranti sono rimasti feriti negli scontri, e ci sono stati 137 tra arresti e fermi.IL VOTO SULLA LEGGE DI AUSTERITYMentre Atene era in fiamme, il Parlamento ellenico ha votato stanotte a favore della legge che introduce le nuove, durissime misure di austerità ed apre la strada a un nuovo prestito dal 130 miliardi di euro concordato con la troika, vitale per salvare l'economia ellenica dal collasso. Il drammatico voto (199 Sì, 74 No, con 278 deputati presenti) al termine di ore di dibattito, è avvenuto in un edificio assediato da migliaia di manifestanti e da violentissimi scontri tra polizia e gruppi di Black Bloc, che nel corso della protesta hanno dato alle fiamme palazzi, cinema, bar e banche. Mai ad Atene una protesta aveva avuto conseguenze così devastanti. I palazzi ardevano ancora, a notte tarda. Il voto era stato preceduto dagli interventi dei massimi leader politici, da Giorgos Papandreou (Pasok) a Antonis Samaras (Nea Dimokratia), che avevano lanciato forti appelli alla compattezza e al Sì alla legge che contiene i tre articoli (misure di austerità, via libera a negoziato per riduzione debito, ok alla richiesta del prestito). E che, al termine della votazione hanno 'cacciato' 40 dei loro parlamentari che non hanno aderito all'appello. A chiudere il dibattito, prima del voto, era stato il premier Lucas Papademos, che ha innanzitutto condannato le violenze affermando che "il vandalismo e la distruzione non hanno un posto nella democrazia", ha invitato tutti alla calma. "E' l'ora delle decisioni", ha poi affermato il premier, aggiungendo che "abbiamo davanti un piano che ci aiuterà ad uscire dalla crisi economica". Il premier aveva ripetuto che una decisione sbagliata del voto sul piano avrebbe portato a un "catastrofico default, all'isolamento e all'uscita dall'euro". Papademos aveva quindi notato che "la ragione principale di questa crisi è che lo stato greco, per molti anni, ha speso più di quel che incassava". Negli ultimi due anni, ha quindi aggiunto, la Grecia ha riguadagnato un terzo della produttività che aveva perso negli ultimi dieci anni. E ha ribadito che, se verranno attuate le misure e avviate le riforme, la Grecia dovrebbe tornare a crescere nella seconda metà del 2013. Intanto nella capitale greca si rincorrono voci su un possibile, imminente, rimpasto di governo. Il voto è giunto al termine di una giornata segnata dalle violenze, ma anche dalla protesta di decine di migliaia di persone di ogni settore della società greca contro i nuovi tagli nella piazza Syntagma ma anche altrove nel Paese. La situazione è precipitata attorno alle 17, una colonna di manifestanti attrezzati con passamontagna e maschere antigas, che issavano le bandiere rosse e nere degli anarchici (nessuno qui li chiama Black Bloc, ma si somigliano in tutto e per tutto), è arrivata lungo la centralissima via Stadiou e ha puntato diretta al cordone di polizia. E' stato il pandemonio, violentissimo, nel giro di pochi minuti. Ordigni artigianali fatti con bombolette di gas e molotov sono volati contro gli agenti, un attacco contro il quale la polizia ha risposto con cariche e lacrimogeni. La piazza è stata scossa da boati che venivano uditi anche all'interno del Parlamento, dove a un certo punto è entrato anche il fumo acre dei gas. La folla si è in gran parte spostata dalla piazza, dove in serata è però tornata (nel bel mezzo degli scontri è stata anche notata la presenza del compositore ed attivista politico Mikis Theodorakis, 88 anni, che ha detto che Il Parlamento "sta votando la morte della Grecia), mentre gli scontri si frammentavano. Battaglie corpo a corpo nella via dello shopping Ermou, fuochi in terra ovunque, scontri nella parte di Syntagma più lontana dal parlamento, fermate dei bus date alle fiamme in via Panepistimiou, bloccata da ogni sorte di oggetto, poi dato alle fiamme. I feriti, secondo fonti ospedaliere, sono stati una sessantina, tra dimostranti ed agenti. Non è stato precisato il numero degli arrestati, si parla di una quarantina di persone.

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