mercoledì 10 febbraio 2021
La preside dell'istituto superiore del centro si è opposta agli incontri programmati per la Settimana degli studenti da gruppi di ragazzi. Alberto Gambino e Alessandro Benedetti: rispettata la legge
Un'immagine del Giulio Cesare di Roma dal sito del liceo

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«Ci associamo ai tanti genitori che in queste ore stanno esprimendo apprezzamento per la decisione della preside del liceo Giulio Cesare di Roma che, nell’ambito delle sue prerogative di responsabilità, non ha approvato alcuni appuntamenti formativi della Settimana dello studente, concernenti l’interruzione volontaria di gravidanza e la cosiddetta identità di genere». Lo dichiarano in una nota rilanciata dall’agenzia Sir Alberto Gambino, giurista e presidente dell’associazione Scienza & Vita, e Alessandro Benedetti, presidente del Comitato civico per Roma. «È grazie a questa posizione – aggiungono i due firmatari della nota – che finalmente tantissimi genitori possono avere voce, in piena conformità a quanto stabilito dalle Linee guida del ministero dell’Istruzione, introdotte da Valeria Fedeli, in cui si stabilisce a chiare lettere che le attività che non rientrano nel curricolo obbligatorio abbiano il consenso dei genitori. È dunque quantomeno malposta la lettera che altri docenti della scuola avrebbero scritto alla preside stessa per stigmatizzarne l’operato, in quanto non appartiene al corpo docente il potere di decidere a colpi di maggioranza temi che proprio per la loro sensibilità riguardano le famiglie, finendosi altrimenti per sindacalizzare, in modo ideologico, le decisioni sulla formazione dei figli, con l’estromissione dei principali protagonisti di tale proposta educativa che, per dettato costituzionale, sono innanzitutto le famiglie e i genitori, rispetto ai quali la scuola, nell’organizzare i contenuti formativi non curricolari, deve tenerne necessariamente conto».

Nel prestigioso liceo del centro di Roma la vicenda ha visto gruppi di studenti opporsi alla decisione della preside Paola Senesi che aveva ritenuto inopportune alcune scelte di sigle studentesche per le proposte culturali da offrire a tutti i liceali del Giulio Cesare in orario scolastico nella Settimana in programma nei prossimi giorni: «Tra i corsi che avevamo intenzione di proporre – denunciano sui social i promotori delle iniziative contestate – ne avevamo programmato uno sull'aborto, uno sull'identità di genere e un altro sull'occupazione fascista dei Balcani ma ci sono stati censurati dalla nostra preside, con motivazioni che riteniamo assurde». Un’opposizione dai toni fortemente polemici che ha trovato prevedibile eco mediatica tutta contro la decisione di non autorizzare le lezioni, con l’immediata accusa alla dirigente scolastica di oscurantismo e censura, quando a inficiare la credibilità delle proposte potrebbe essere stata invece – come in altri casi simili in precedenza – l’unidirezionalità degli interventi programmati. Dalla presidenza filtra per ora solo la precisazione che «il programma è stato approvato dal collegio docenti dopo ampia discussione», mentre il filo del dialogo non viene interrotto, anzi: tra preside e studenti è in agenda un incontro per chiarire il caso. «Speriamo e confidiamo che tante persone e dirigenti che hanno responsabilità nel sistema dell’istruzione scolastica – è l’opinione di Alessandro Benedetti e Alberto Gambino – seguano doverosamente i principi scolpiti nell’articolo 30 della Carta costituzionale italiana».

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