giovedì 8 ottobre 2020
Il disegno di legge prevede che ogni cittadino sopra i 18 anni affetto da malattia terminale possa ottenere da un medico la prescrizione di farmaci che gli procurino la morte
La facciata esterna del Parlamento irlandese

La facciata esterna del Parlamento irlandese - Archivio Avvenire

COMMENTA E CONDIVIDI

La camera bassa dell’Oireachtas, il Parlamento irlandese, ha votato a favore della legge sulla morte assistita ammettendola alla fase successiva del percorso legislativo. Invano il governo ha tentato di dirottarla verso una commissione speciale, incaricata di revisionarne gli aspetti medici ed etici, nell’intento di allungare di almeno un anno i tempi dello scrutinio. Il provvedimento, chiamato “Morire con dignità” e approdato alla Dàil su iniziativa del deputato Gino Kelly, del gruppo “Solidarity - People before Profit, è passato con 81 voti a favore e 71 contrari.

La legge prevede che ogni cittadino di età superiore ai 18 anni affetto da malattia terminale possa ottenere da un medico la prescrizione di farmaci che gli procurino la morte. Nel caso in cui il paziente non sia nelle condizioni di poter assumere da solo i medicinali, è ammessa la possibilità che il cocktail letale venga somministrato da personale specializzato. La procedura stabilisce che l’”esecuzione” avvenga non prima di 14 giorni dalla richiesta formalizzata dinanzi a una sorta di commissione, composta da due medici e un testimone, incaricata di certifiare le reali volontà del paziente e la sua determinazione a rifiutare le cure palliative.

La svolta, in parte eutanasica, che la legge ambisce a introdurre è stata sostenuta da Labour, Sinn Fein, Social Democrats e una parte dei Verdi, convinti che sia necessario tutelare il diritto a “scegliere” la morte dei malati in stadio terminale, unici destinatari di un provvedimento che, per esempio, esclude anziani e pazienti affetti da problemi mentali. Non a caso, l’origine dell’iniziativa è legata alla vicenda personale di Marie Fleming, malata di Sla, a cui nel 2013 la Corte Suprema negò il diritto a morire perché non previsto dalla Costituzione.

Il provvedimento passa adesso allo stadio successivo, ovvero alla valutazione della commissione parlamentare che dovrà rimandarla in aula per un voto ulteriore. Da qui, il testo dovrà poi passare alla camera alta, Seanad, per ulteriori aggiustamenti prima di diventare legge.

In teoria, il governo ha ancora ampi margini di manovra per intervenire. Forti restano del resto gli appelli a fermare la legalizzazione della morte assistita lanciati dal Royal College of Physicians e dalle associazioni dei medici palliativisti.



© Riproduzione riservata
COMMENTA E CONDIVIDI