giovedì 22 marzo 2018
La polvere letale pubblicizzata dalla «Cooperativa ultima volontà» ha ucciso una ragazza depressa a causa di un abuso sessuale.
La giovane Ximena Knoll, uccisa dalla polvere eutanasica

La giovane Ximena Knoll, uccisa dalla polvere eutanasica

La polvere letale pubblicizzata da «Laatste wil» (Clw), la «Cooperativa ultima volontà », per il suicidio assistito ha mietuto la prima vittima, Ximena Knol: una dolcissima ragazza di 19 anni, di Uden, nel sud dell’Olanda, depressa a causa di un abuso sessuale che le aveva devastato il fisico, la mente e il cuore. Ximena non era sola, i suoi genitori l’amavano, era seguita da uno psicologo. Tempo fa un medico aveva rifiutato la sua richiesta di eutanasia. Forse ce l’avrebbe fatta se non avesse avuto l’immediata disponibilità della sostanza letale, un conservante che si vende anche via Internet.

Dopo averlo raffinato in una sottile polvere bianca, viene sciolto in un bicchiere d’acqua e la morte arriva, veloce ed indolore, nel giro di 20 minuti. Gli ordini del prodotto però non possono essere inferiori a 9 tonnellate, data la sua vera finalità, mentre per suicidarsi ne bastano 2 grammi. Clw ha pertanto consigliato ai suoi soci (passati dai 3mila del 2013 ai 22mila di oggi) di fare un unico acquisto da dividersi fra di loro, mettendo a disposizione una cassaforte dove conservare le dosi non utilizzate. Da mesi va avanti – invano – la protesta dei cittadini, per impedire l’orrore.

Ora finalmente il premier Rutte ha promesso di occuparsi «seriamente del caso». È stata aperta un’indagine per valutare la responsabilità diretta dell’associazione. Alcuni fornitori hanno sospeso la vendita del prodotto ai privati, a per la povera ragazza è troppo tardi. È stata la polizia a trovare il suo corpo ormai senza vita, allertata dallo psicologo dopo un suo preoccupante messaggio. Accanto a lei una lettera d’addio.

I genitori Randy e Caroline hanno inviato la notizia della morte a tutti i partiti, ritenendoli responsabili della scomparsa della figlia. «La nostra Ximena, affettuosa, socievole, sempre disposta ad aiutare tutti, poteva essere salvata» ha detto la mamma, distrutta dal dolore, in un programma tv. «La colpa è di una società impietosa e indifferente, e del governo, che ha sottovalutato il problema» noto da tempo.

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