venerdì 31 maggio 2019
A sorpresa l'esecutiva interpella la Cassazione contro la decisione della Corte d'appello di Parigi che il 20 maggio aveva obbligato l'ospedale a riprendere l'alimentazione e l'idratazione del 42enne
I genitori di Vincent Lambert Ansa/Ap

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Un intreccio sempre più folto di procedure e decisioni giudiziarie incombe sul destino del francese Vincent Lambert, il paziente tetraplegico 42enne in stato di coscienza minima divenuto non solo in Francia un simbolo del diritto alla vita per le persone con handicap pesanti.

A sorpresa ha deciso d’intervenire anche il governo francese, presentando un ricorso in Cassazione contro l’ultimo verdetto della Corte d’appello di Parigi che il 20 maggio ha obbligato il Policlinico universitario di Reims a riprendere l’alimentazione e l’idratazione di Lambert in modo da attendere il parere sul caso da parte del Comitato internazionale sui diritti dei disabili, organo dell’Onu.

«Non siamo vincolati legalmente da questo comitato», aveva già affermato, il 5 maggio, la ministra della Sanità, Agnès Buzyn. Il 20 maggio, il presidente Emmanuel Macron aveva invece sostenuto di non doversi «immischiare nella decisione sulle cure e giuridica che è stata presa nel caso di Vincent Lambert».

Intanto, i genitori del paziente hanno pure denunciato l’ospedale e il medico responsabile per non assistenza a persona in pericolo. L’ultima mossa dell’esecutivo sembra politicizzare il caso come mai prima, suscitando pure il sospetto che certi ambienti della maggioranza macroniana non considerino il destino di Lambert come una vicenda totalmente disgiunta rispetto all’agenda governativa sul fronte bioetico, che prevede in particolare, a luglio, la presentazione in Consiglio dei ministri di una nuova bozza di legge estremamente controversa.

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