giovedì 25 aprile 2019
II Consiglio di Stato asseconda l’ospedale che intende sospendere l’alimentazione del paziente tetraplegico 42enne in stato di coscienza minima. Ma la famiglia ha annunciato ricorso
Vincent Lambert

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Sul destino di Vincent Lambert è piombata una nuova drammatica sentenza del Consiglio di Stato francese, pronto ad assecondare l’ospedale che intende sospendere l’alimentazione del paziente tetraplegico 42enne in stato di coscienza minima. Ma la famiglia ha subito annunciato ricorso presso la Corte europea dei diritti dell’uomo, interpellando pure il Comitato internazionale sui diritti delle persone con disabilità, presso l’Onu.

La vita dell’ex infermiere, vittima di un incidente stradale, ricoverato a Reims e divenuto un simbolo nel dibattito sull’eutanasia, resta appesa all’esito di un ping-pong giudiziario che dura da 6 anni. Assieme a familiari e amici, anche numerose personalità del mondo medico chiedono il trasferimento di Vincent in un centro specializzato per disabili.

Ma il Consiglio di Stato, massimo foro amministrativo, ha approvato ieri una sentenza di gennaio dei giudici di Chalons-en-Champagne a sostegno della decisione ospedaliera del 2018. L’ultima perizia medica indipendente consegnata ai giudici parla di 'stato vegetativo cronico irreversibile', ma la metodologia impiegata è stata fortemente contestata da molti esperti. Inoltre, la stessa perizia non ha riconosciuto 'un accanimento terapeutico o ostinazione irragionevole' nei trattamenti.

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