Berlino. La Germania dice no all'eutanasia


Vincenzo Savignano venerdì 6 novembre 2015
​Dopo quattro ore di dibattito, votata la legge contro il suicidio organizzato, la cosiddetta commercializzazione dell’eutanasia. Resta la possibilità per il paziente di rifiutare le cure palliative.
La Germania dice no all’eutanasia. Un no chiaro del Bundestag, che pone fine ad un estenuante dibattito. I deputati si sono riuniti alle 9 del mattino per votare le quattro proposte di legge che avrebbero potuto regolare il suicidio assistito in Germania. Dopo quattro ore di dibattito, c'è stata la votazione della proposta di legge presentata da Michael Brand (Cdu) e Kerstin Griese (Spd) contro il suicidio organizzato, la cosiddetta commercializzazione dell’eutanasia. 360 deputati su 602 votanti hanno detto sì alla legge che da oggi in poi considererà un reato, da punire fino a tre anni di reclusione, ottenere guadagni con l’eutanasia. Pertanto da oggi in Germania sono bandite tutte le associazione come Sterbehilfe Deutschland, interamente ricalcata sull’organizzazione svizzera Exit e con sede legale a Zurigo, che assisteva in Germania le persone che intendevano morire. La nuova legge lascia la possibilità "in alcuni singoli ed estremi casi“ al paziente, malato terminale, di rifiutare alcune cure palliative di comune accordo con i medici. Tuttavia prima dell’estate il ministero della Sanità aveva annunciato un’altra legge con cui il governo di Berlino era pronto a triplicare i suoi investimenti (da 200 a 600 milioni) per migliorare le cure palliative. In Germania ci sono più di 300 centri specializzati in cure palliative e la nuova legge consentirà ai pazienti di usufruire di cure ed assistenza anche a casa.
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