giovedì 8 marzo 2018
Anche per il piccolo Isaiah Haastrup è arrivata la morte, ieri, al King’s College di Londra, dove era ricoverato per la grave invalidità causata da un parto drammatico
Il padre e la madre del piccolo Isaiah (Fonte Facebook)

Il padre e la madre del piccolo Isaiah (Fonte Facebook)

Anche per il piccolo Isaiah Haastrup è arrivata la morte, ieri, al King’s College di Londra, dove era ricoverato per la grave invalidità causata da un parto drammatico. Morte procurata dai medici – come per Charlie Gard, come sta per esserlo per il piccolo Alfie Evans – dopo che la Corte europea per i diritti dell’uomo di Strasburgo ha dichiarato inammissibile il ricorso dei genitori, che chiedeva di continuare il trattamento salvavita.

Il 6 marzo la Corte europea per i diritti dell'uomo di Strasburgo aveva dichiarato inammissibile il ricorso dei genitori, che chiedeva di continuare il trattamento salvavita e di ribaltare così il verdetto dell'Alta Corte britannica, secondo il quale il supporto vitale per il piccolo andava interrotto.

In entrambi i casi i genitori erano ricorsi ai giudici non sapendo come evitare che la decisione dei medici di non prolungare trattamenti che ritengono ormai inutili entrasse nella fase operativa. Ora anche per i genitori di Alfie, un ricorso bocciato dopo l’altro, i margini di manovra e di speranza si assottigliano. I giudici londinesi della Corte d’appello che si sono pronunciati sul bambino di 21 mesi affetto da una grave e misteriosa malattia rara, ricoverato in un ospedale di Liverpool, hanno ribadito l’argomento già espresso nella sentenza di primo grado: cartella clinica alla mano, Alfie sarebbe in condizioni irrecuperabili e dunque anche la ventilazione e la nutrizione assistite sarebbero una forma di accanimento. Continuare a vivere – è la loro tesi per respingere la richiesta di appello – non è «nel miglior interesse» del bambino, affermazione paradossale se si pensa che la sua conseguenza è il distacco del respiratore e dunque la morte.

Un esito identico a quello di Charlie Gard, con la differenza che per Alfie non esistono terapie alternative a quelle tentate sinora. Per i genitori, che parlano di «condanna a morte», c’è tempo fino a stasera per un ulteriore ricorso, che allo stato pare tuttavia disperato.

Per Alfie, la sua famiglia e per tutti i bambini la cui vita non viene considerata degna degli “standard di qualità”, viene celebrata una Via Crucis domani, venerdì 9 marzo, a Genova, con partenza da Piazza Santa Marta alle 18.45. La processione raggiungerà Piazza De Ferrari, per poi tornare nella chiesa di Santa Marta, dove la preghiera proseguirà con l’adorazione eucaristica delle “24 ore per il Signore”. In precedenza, alle 18, sempre in Santa Marta, verrà celebrata una Messa con le medesime intenzioni.

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