giovedì 23 novembre 2017
Philip Nitschke, l’australiano noto come «Dottor morte», lancia l’agghiacciante prototipo di Sarco, capsula per darsi la morte riempiendola con l’azoto Per realizzarla basta una stampante 3D
L’agghiacciante prototipo di Sarco, capsula per darsi la morte riempiendola con l’azoto

L’agghiacciante prototipo di Sarco, capsula per darsi la morte riempiendola con l’azoto

Tecnica e medicina al servizio dell’eutanasia. È questo il piano che ormai da due decenni porta avanti il medico Philip Nitschke, l’australiano significativamente noto come «Dottor morte». Celebre per aver eseguito la prima eutanasia in Australia nel 1996 e aver fondato nel 1997 l’associazione «Exit» per il suicidio assistito, periodicamente Nitschke sale alla ribalta delle cronache per le sue trovate in tema di morte procurata. L’ultima occasione è coincisa col meeting annuale che Exit organizza per condividere e illustrare le nuove invenzioni di dispositivi di varia natura con un unico obiettivo: far sì che chiunque abbia a disposizione strumenti facilmente reperibili o addirittura 'fai da te' per darsi la morte.

Quest’anno il raduno si è tenuto pochi giorni fa a Toronto, ad attirare l’attenzione dei convenuti e dei media che hanno fatto filtrare i contenuti dell’incontro è stata una capsula che nelle intenzioni del dottor Nitschke dovrebbe rivoluzionare le modalità del ricorso all’eutanasia. «Sarco» – il nome della capsula, abbreviazione di sarcofago – è stata definita dallo stesso medico australiano una euthanasia machine. Il concetto è tutto sommato molto semplice e facilmente intuibile dalle illustrazioni pubblicitarie reperibili online: la capsula monoposto ha un comodo lettino al suo interno, dopo esser stata chiusa ermeticamente e reclinata viene riempita con azoto, causando la morte per asfissia.

Da anni Nitschke ha messo in atto il suo piano che si potrebbe definire di 'anarchia eutanasica'. Su Internet è facilmente reperibile un vademecum per suicidarsi, dal titolo Peaceful Pill Handbook. Pubblicato nel 2013 e aggiornato in ottobre, è acquistabile al prezzo di 85 dollari e fornisce «informazioni pratiche sulle strategie di fine vita, come farmaci da banco e farmaci da prescrizione, gas e veleni».

Per Sarco l’associazione Exit sembra avviarsi sulla stessa strada. Il progetto della capsula dovrebbe essere reso pubblico e quindi consultabile da tutti. Nelle intenzioni del progettista, l’ingegnere olandese Alexander Bannink, la costruzione e l’assemblaggio di Sarco dovranno essere facilmente realizzabili attraverso una stampante tridimensionale. In una sorta di delirio da offerta 'paghi uno prendi due' il progetto prevede che una volta eseguita l’eutanasia la capsula possa essere scollegata dal dispositivo di iniezione di azoto e usata come bara per il defunto. L’accesso alla capsula sarà consentito digitando un codice di quattro cifre che si ottiene compilando un questionario online.

Secondo Nitschke, «Sarco porta il mondo un passo più vicino alla meta in cui ogni persona razionale può concludere la propria vita in un modo pacifico e affidabile nel momento in cui sceglie di farlo». Sempre secondo il medico australiano, la capsula renderà accessibili eutanasia e suicidio assistito a tutte quelle persone che incontrano difficoltà di tipo legale: Sarco, infatti, non presuppone l’uso di sostanze di per sé proibite.

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