martedì 3 dicembre 2013
È ancora una volta, incentrata sui tagli, la discussione intorno al finanziamento per il sostegno alle persone con disabilità, in corso alla Camera, dove è approdata la legge di Stabilità, passata in prima lettura al Senato. In particolare l’attenzione del Parlamento è concentrata su due Fondi: il Fondo nazionale per le politiche sociali e in Fondo per le non autosufficienze.Il primo, da distribuire alle Regioni, dovrebbe contribuire a garantire molti servizi e prestazioni sociali, non solo per le persone con disabilità. Il finanziamento è però inferiore a quello del 2013. Si tratta di poco più di 300 milioni per i minori, la disabilità, la famiglia, le emergenze sociali. Una platea di milioni di persone, le cui associazioni di rappresentanza sollecitano alla Camera un intervento riparatore. Per il Fondo per le non autosufficienze era previsto uno stanziamento iniziale pari a 275 milioni di euro che, dopo notevoli proteste, è salito a 350 milioni. Ma, anche in questo caso, «si poteva fare di meglio», denunciano le associazioni. Ci aveva provato la senatrice del Pd Nerina Dirindin, ma il suo emendamento è stato bocciato dalla Commissione bilancio. L’emendamento avrebbe istituito un apposito Fondo presso il Ministero della Salute per «l’assistenza sanitaria e socio sanitaria a favore delle persone con grave non autosufficienza». Il Fondo, da ripartire alle Regioni, con apposito decreto del Ministero della Salute, avrebbe potuto contare su 98,5 milioni di euro per il 2014 e poi su 3,5 milioni a partire dal 2015.«Quando si toccano interessi lobbystici, i diritti delle persone con disabilità e dei cittadini divengono secondari – critica duramente Pietro Barbieri, presidente della Federazione italiana per il superamento dell’handicap (Fish) –. La bocciatura dell’emendamento Dirindin rappresenta un’occasione persa di innovare profondamente l’integrazione socio sanitaria in modo razionale e soprattutto rispettoso delle persone con disabilità grave. Ci appelliamo alla Camera affinché questo grave errore venga sanato. Montecitorio dovrebbe anche rafforzare la destinazione al Fondo nazionale per le politiche sociali».
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