sabato 5 ottobre 2019
L'Assemblea nazionale autorizza il riconoscimento del duplice legame con il bambino nato all'estero da surrogata e accelera verso la liberalizzazione di fatto. Ma in Francia resta reato
L'Assemblea nazionale francese

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Oltralpe, i timori di una crescente liberalizzazione di fatto dell’utero in affitto hanno appena registrato un nuovo picco, dopo una duplice spinta politica e al contempo giudiziaria per il riconoscimento all’anagrafe dei bambini nati da coppie francesi che hanno fatto ricorso alla surrogata in Paesi esteri in cui è legale, come la California.

Nel quadro della revisione in corso della normativa nazionale bioetica, i deputati dell’Assemblea Nazionale, contraddicendo la posizione ufficiale dall’esecutivo, hanno autorizzato in prima lettura un riconoscimento di fatto del duplice legame filiale fra il bambino nato all’estero e i cosiddetti ‘genitori d’intenzione’ francesi. Poche ore dopo, ha imboccato una direzione analoga pure un verdetto molto atteso della Corte di Cassazione, a proposito del caso dei coniugi Sylvie e Dominique Mennesson, che avevano fatto ricorso alla surrogata nel 2000, nella contea californiana di San Diego. Erano così nate le gemelle Fiorella e Valentina, oggi maggiorenni.

Numerose associazioni continuano a denunciare «l’ipocrisia» del sistema francese, dove il ricorso alla pratica della surrogazione di maternità resta un reato quando avviene sul territorio nazionale. Il Paese, si osserva, rischia pure di perdere la propria credibilità nella lotta internazionale contro la piaga.

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