giovedì 9 marzo 2017
Il caso riguarda due fratellini adottati da due uomini residenti nel Regno Unito ma cittadini italiani. La reazione di associazioni, giuristi, esperti: dimenticati i diritti dei bambini
Strappo del tribunale: riconosciuta l'adozione a una coppia gay

Con una sentenza che sorprende, il Tribunale dei minori di Firenze ha riconosciuto l'adozione di bambini, avvenuta all'estero, da parte di una coppia di gay. Non era mai successo in Italia e molti già interpretano la sentenza come un segnale di apertura alla possibilità di adottare da parte di coppie omosessuali.

Il caso in questione riguarda due fratellini adottati da due uomini, cittadini italiani ma residenti nel Regno Unito. I giudici di Firenze hanno disposto la trascrizione anche in Italia dei provvedimenti emessi dalla Corte britannica: ai bambini vengono così riconosciuti lo status di figli e la cittadinanza italiana.

Le reazioni

Scienza e Vita: Parlamento non più sovrano

“Il nostro Parlamento non è più sovrano nel disciplinare queste situazioni”. Lo ha detto il presidente dell’Associazione Scienza & Vita, Alberto Gambino, in un’intervista al Tg2000 di Tv2000, commentando la sentenza “E’ una decisione – ha aggiunto Gambino - che riguarda un altro ordinamento. In Inghilterra è consentito a due uomini di adottare un bambino. Questa decisione dimostra che in Italia viene ratificata una situazione presente in un altro ordinamento come se fosse il modello italiano. Questo significa che l’Italia sta abdicando ai propri valori democratici e sta immettendo nel proprio ordinamento culture e riferimenti che non sono interni al nostro ordine pubblico. Tant’è che i giudici dicono che ‘ormai l’ordine pubblico interno dello Stato italiano è una serie di interazioni tra tutta una serie di principi che sono un po’ di stampo europeo, di convenzioni internazionali e di principi di altri ordinamenti”.

Forum delle famiglie: un figlio, sfidiamo chiunque a dimostrare il contrario, nasce sempre da una mamma

"Un figlio, sfidiamo chiunque a dimostrare il contrario, nasce sempre da una mamma”. Lo dice Gianluigi De Palo, presidente nazionale del Forum delle famiglie riguardo la sentenza del Tribunale di Firenze che ha concesso l’adozione di minori all’estero a una coppia di uomini.
"Con questa sentenza - continua- i veri sconfitti sono in primo luogo i bambini e con loro le donne. Una donna, una madre, al netto della sua visione politica o ideologica non può accettare una decisione del genere e starsene in silenzio . "Quale è l'elemento più fragile e bisognoso di cura di questa storia? Semplice: i due bambini. Noi siamo convinti che un bambino abbia bisogno di una mamma e di un papà. Vengono prima i desideri di due uomini ad avere dei figli o i diritti di due bambini ad avere una famiglia? Se iniziamo a dubitare anche su questo punto la situazione diventa grave perché non si tutela il più debole. La legge 184 sull’adozione mette al centro il bambino e non l’adulto. Ma con questa sentenza un bambino da soggetto di diritti diventa oggetto di desideri altrui. Noi siamo convinti che sia lui il soggetto di diritti, ed è lui che deve essere primariamente tutelato".

Antoine Renard, presidente Fafce: un piano per de-costruire la famiglia

“Come può un tribunale dichiarare che due uomini siano i padri di uno stesso bambino? Il Tribunale si è preso una libertà estremamente sorprendente e scioccante, che non trova episodi simili in altri Paesi europei”. Antoine Renard, presidente della Federazione europea delle Associazioni familiari cattoliche (Fafce) spiega così, al Sir, le sue “forti perplessità” sulla decisione del Tribunale per i minorenni di Firenze. La decisione appare “singolare” spiega Renard “in un Paese che riconosce la famiglia come società naturale”, come avviene in altri 15 Stati europei. “E questi bambini non avrebbero il diritto di avere una famiglia formata da una madre e un padre?”, osserva il presidente Fafce. “Niente obbliga uno Stato, in materia di famiglia, a riconoscere le leggi di un altro, ivi compreso all’interno dell’Ue. L’Italia, con la sua Costituzione e con le sue tradizioni, è un esempio per altri Paesi. Ma è chiaro che questa decisione faccia parte di un’azione molto più ampia in Italia e all’estero, di de-costruzione della famiglia, sotto il pretesto di un sedicente interesse superiore del bambino. In realtà siamo arrivati al diritto al bambino, annullando uno dei diritti più elementari, quello ad avere una madre e un padre”. Renard conclude: “Di fronte a queste sfide, di fronte alle sfide educative e alle sfide demografiche, non dobbiamo avere timore di guardare in faccia alla realtà e di proporre la famiglia come modello di ricostruzione sociale”.

Aibi: calpestati i diritti dei bambini. Possiamo abolire i Tribunali per i minorenni

"A questo punto non ci resta che abolire i Tribunali per i minorenni. A che cosa potranno mai servire delle istituzioni che non fanno altro che calpestare quei diritti dei bambini che sarebbero invece chiamate a tutelare? Prendiamo ad esempio quanto accaduto a Firenze - lo afferma Marco Griffini, presidente dell'Associazione amici dei bambini -. Si generano così, di fatto, due orfani di Stato. Due padri, infatti, non potranno mai sostituire la figura materna che per i due fratelli mancherà per sempre. Con la sua sentenza, quindi, il Tribunale di Firenze ha reso due bambini orfani di madre. Che dire? Complimenti davvero!"

"Si tratta di un caso ben diverso dalla cosiddetta stepchild adoption, che consente a un minore di essere adottato dal partner del proprio genitore biologico. In questo caso, siamo invece di fronte a un’adozione legittimante a tutti gli effetti: i due fratellini, infatti, non hanno alcun legame di sangue con entrambi i neogenitori. Con la sentenza, i bambini hanno ottenuto lo status di figli della coppia e la cittadinanza italiana. Motivando la loro decisione, i giudici hanno spiegato che la Convenzione de L’Aja non pone limiti allo status dei genitori adottivi. Non sarebbero quindi esclusi né gay né single, purché gli aspiranti genitori adottivi siano qualificati e idonei all’adozione e la trascrizione non sia contraria all’ordine pubblico. Secondo i giudici di Firenze, nel caso in questione, si tratterebbe di “una vera e propria famiglia”. A rafforzare la motivazione della sentenza, inoltre, il Tribunale fiorentino cita anche il “superiore interesse del minore” che coinciderebbe, in questa situazione, con “il diritto di conservare lo status di figlio”. Il cui mancato riconoscimento influirebbe negativamente sull’identità personale dei minori".

"Motivazioni che fanno acqua da tutte le parti. “Non bastano due padri per fare una madre, così come due mamme non fanno un padre – commenta ancora Marco Griffini, presidente di Amici dei Bambini, da sempre impegnata nella difesa dei diritti dei minori -. Nessun giudice può inventarsi o ribaltare la natura. Un figlio adottato – è un bambino che ha subito un abbandono, un trauma molto difficile da superare e con il quale dovrà fare i conti per sempre. Per quale ragione egoistica dovremmo mai privarlo della possibilità di crescere in una famiglia, con un padre e una madre? Quel bambino – spiega ancora il presidente di Aibi – crescerà con figure false: non può esistere una padre-femmina, un padre-mamma. Così si crea una confusione che non favorisce lo sviluppo, soprattutto se si tratta di un bambino abbandonato che potrebbe risentire di gravi problemi di identità, come dimostrano alcuni studi condotti all’estero”.

Gian Luigi Gigli: la fantasia al potere

"Come si invocava nel'68, ormai la fantasia è davvero al potere. Certamente essa è al vertice di quello giudiziario, con volontà di mettere le mani anche sul potere legislativo. In un colpo solo sono sovvertite le regole che riguardano l'adozione e quelle sulla cittadinanza. Non resta che fare gli auguri a questo nostro sfortunato paese nelle mani della giustizia creativa". Lo afferma il deputato Gian Luigi Gigli, capogruppo di Democrazia Solidale - Centro Democratico in Commissione Affari Costituzionali alla Camera.

Generazione Famiglia: così si sfascia il diritto di famiglia italiano

"Dopo il Tribunale di Trento che a benedetto l'utero in affitto sfruttato all'estero, quello di Firenze si inventa la compatibilità con l'ordinamento italiano di un'adozione gay avvenuta anch'essa all'estero: i giudici stanno sfasciando il Diritto di famiglia italiano con sentenze giacobine contro l'ordine costituzionale della nostra democrazia. Ci auguriamo che la sentenza di Firenze sia impugnata dal Pubblico Ministero come avvenuto a Trento, e che la Cassazione risolva tutti questi casi rispettando la Legge italiana e non quella di altri ordinamenti", dichiara Filippo Savarese, portavoce di Generazione famiglia.

Gandolfini, Cdnf: sentenza creativa, i giudici rispettino l'ordinamento italiano sulle adozioni che prevede un padre e una madre

“Il Tribunale dei minori di Firenze oggi ha compiuto l'ennesimo stravolgimento dell’ordinamento italiano sulle adozioni. I giudici italiani sono sottoposti solo alla legge ma questa devono osservarla senza interpretazioni creative, in quanto depositaria delle volontà del popolo che, infatti, ha manifestato più volte la sua netta contrarietà alle adozioni per coppie dello stesso sesso”, lo afferma Massimo Gandolfini, presidente del Comitato Difendiamo i Nostri Figli (Cdnf), promotore del Family Day.

“Non c'è alcun vuoto legislativo al riguardo, poiché il supremo interesse del minore che ha subito il dramma della perdita dei genitori è quello di ritrovare un padre è una madre, qualsiasi altra interpretazione va contro gli interessi del bambino. Per tutti questi motivi chiediamo che la decisione del Tribunale di Firenze sia impugnata dal pm e che la Cassazione si riunisca a Sezioni Unite per dare un orientamento univoco a tutti gli attori che fanno giurisprudenza sul territorio nazionale”, conclude Gandolfini.

Roccella: una legge per rafforzare il divieto alla maternità surrogata

"Ogni giorno ormai i tribunali trovano nuovi modi per legittimare l'adozione gay e l'utero in affitto". Lo afferma Eugenia Roccella, parlamentare di Idea. "Dopo Trento, Firenze. Queste sentenze - sottolinea l'onorevole Eugenia Maria Roccella - sono il risultato di un compromesso al ribasso, sul comma 20 della legge sulle unioni civili: un cavallo di troia che abbiamo denunciato più volte, per delegare tutto alla magistratura e far passare la genitorialità gay senza metterci la faccia. Oggi - conclude la parlamentare - l'unica soluzione che resta è il referendum per abrogare la legge sulle unioni civili, o una nuova legge per rafforzare il divieto di maternità surrogata, divieto che, grazie al comma 20, è regolarmente aggirato".

Centro studi Rosario Livatino: una decisione ad alto tasso ideologico

"Per l’ennesima volta dei giudici, in questo caso il Tribunale per i minori di Firenze - “creano” la legge, ponendosi in contrasto con orientamenti consolidati da decenni. Da sempre l’adozione ha puntato a riproporre per il minore condizioni il più possibili simili a quelle di una famiglia fondata sul matrimonio, così come prevista dalla Costituzione". È quanto osserva il Centro Studi Rosario Livatino, formato da magistrati, docenti universitari e avvocati, in una nota.

"Decisioni come quella di Firenze - si scrive -, al di là della particolarità del caso specifico, contengono affermazioni dall’elevato tasso ideologico. Come quella secondo cui l’adozione da parte di due persone dello stesso sesso, pur ponendosi in contrasto con la legge interna, vedrebbe questa cedere rispetto al diritto privato internazionale: il tal modo però a cedere è la nostra Costituzione, nei passaggi fondamentali che riguardano la maternità e l’infanzia. O quello secondo cui il diritto è chiamato a tutelare gli affetti: in realtà tutela la persona nella sua interezza, non soltanto le sue emozioni, soprattutto quando danneggiano i minori. O infine quello secondo cui non vi sono certezze su ripercussioni negative per il minore dal crescere con due “genitori” dello stesso sesso: come se privare un bambino della madre corrisponda al suo superiore interesse. È
quello che accade quanto il Parlamento abdica. Un anno fa aveva la possibilità di fare chiarezza in materia. Invece ha approvato la legge detta sulle unioni civili: queste sono le conseguenze".






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