lunedì 7 gennaio 2013
La campagna europea per il riconoscimento ora è online. A sei mesi dal lancio, parte la seconda fase di raccolta delle adesioni nei 27 Paesi della Ue. Necessario un milione di firme per far intervenire il legislatore europeo e assicurare «protezione giuridica della dignità, del diritto alla vita e dell’integrità di ogni essere umano fin dal suo concepimento».
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INTERVISTA Puppinck: «Fermiamo i finanziamenti all'aborto»
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​Entra nel vivo la campagna europea per il riconoscimento giuridico dell’embrione. A sei mesi dal lancio, scatta la mobilitazione nei ventisette Paesi della Ue che punta a raccogliere il milione di firme necessario a far intervenire il legislatore europeo sulla questione della vita nascente. «Ma la cifra che farebbe davvero clamore è quella di venti milioni di aderenti di cui almeno uno in Italia», annuncia l’europarlamentare e presidente del Movimento per la vita, Carlo Casini, che ha ispirato il progetto.Alla base della sfida c’è l’idea di non rassegnarsi all’assunto che l’aborto sia un fatto ineluttabile e diffondere un chiaro messaggio a favore della tutela assoluta del concepito, tanto da definirlo «Uno di noi», come dichiara il titolo della campagna promossa dai Mpv di tutta Europa. E il varo del sito internazionale www.oneofus.eu che, con un semplice clic, permette di firmare la proposta fa compiere il salto di qualità.«Finora – racconta Casini – la raccolta si è limitata alla carta e nella maggioranza degli Stati non è partita perché si attendeva una piattaforma web». Lo scorso 1 novembre la Commissione ha dato il via libera all’adesione telematica e adesso il sito è online anche nella Penisola. In venti Paesi è già attivo un comitato nazionale. Spagna, Germania, Francia e Ungheria sono scese in campo con la loro rete di gruppi e sigle pro-life, sostenute anche dagli episcopati locali.A fare da capofila – o, come preferisce dire Casini, da «apripista» – è l’Italia dove lo scorso 20 maggio l’iniziativa è stata presentata nell’Aula Paolo VI a Roma. In tasca il Movimento ha già alcune decine di migliaia di firme che sono il frutto di questi mesi di impegno. «E il milione di adesioni – sostiene il presidente del Mpv – non è un’illusione se si pensa che nel 1988 una petizione per "la vita e la dignità dell’uomo" che aveva dato luogo a un intenso dibattito parlamentare aveva visto il sostegno di due milioni e trecentomila italiani». Un invito alla mobilitazione per «Uno di noi» giunge da associazioni e movimenti, come testimonia l’appello che pubblichiamo in questa pagina. Ma Casini punta anche a coinvolgere il fronte laico.Nel testo che potrà essere sottoscritto fino al 1 novembre di quest’anno, si chiede la «protezione giuridica della dignità, del diritto alla vita e dell’integrità di ogni essere umano fin dal suo concepimento». L’intento è sancire il «rispetto della dignità e dell’integrità» dell’embrione, sottolinea il quesito al centro del nuovo strumento di partecipazione diretta dei cittadini europei previsto dal Trattato di Lisbona. «Oggi – afferma l’europarlamentare – non solo si pretende di assicurare il diritto all’aborto ma si incoraggiano anche attività che favoriscono l’interruzione volontaria di gravidanza e l’eliminazione degli embrioni». Il presidente del Mpv cita gli interventi senza paletti nella ricerca scientifica, i progetti di associazioni internazionali e ong che si occupano di salute, le campagne dirette della Ue sulla sanità pubblica. Tutti uniti nel negare che l’embrione sia «l’inizio dello sviluppo dell’essere umano», secondo quanto stabilito anche dalla Corte europea di giustizia. Da qui la richiesta alla Ue di «introdurre un divieto e porre fine al finanziamento di attività presupponenti la distruzione di embrioni umani», si legge nel testo.«L’Europa che in questi mesi discute molto di crisi e finanza – dichiara Casini – non può essere solo avvitata sui temi economici. È nata su ideali forti come la centralità della persona, la pace, il rispetto dei diritti umani. Ecco, forse l’attuale Unione ha urgenza di riscoprire la sua vera anima».In Italia la campagna «Uno di noi» si intreccia con il voto. «L’uguaglianza di tutti gli esseri umani fin dal concepimento – conclude il presidente del Mpv – non può essere un tema relegato ai margini del confronto elettorale. Anzi, aggiungo che deve rappresentare un terreno intorno a cui i cattolici impegnati in politica si trovino uniti. Direbbe Giorgio La Pira che si tratta di una "frontiera intransitabile". Ed è una questione che nell’urna è tenuta ad entrare eccome». 
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