mercoledì 25 ottobre 2017
Dopo la legalizzazione del 2015, in Colombia l'eutanasia adesso viene estesa anche ai minori. L'ha deciso la Corte costituzionale aprendo quella che definisce "morte degna" a bambini e adolescenti.
In Colombia "morte degna" anche per i minorenni

La Corte costituzionale colombiana ha deciso con una sentenza diffusa nella serata di ieri che anche i minorenni potranno accedere all’eutanasia. I giudici hanno chiesto che venga colmato quello che valutano come vuoto normativo su questo aspetto. Singolare il motivo addotto nel verdetto: secondo i magistrati, la morte procurata risparmierebbe ai minori eventuali trattamenti crudeli e disumani. L’eutanasia è legale in Colombia dal 2015 ma accessibile solo ai maggiorenni. Secondo la Corte, la normativa dovrà soddisfare i requisiti che i giudici costituzionali avevano specificato rendendo legale quella che viene definita «morte degna», con un deragliamento semantico ormai diffuso tra i fautori di questa pratica. Le condizioni fissate dai giudici sono che si tratti di un malato in fase terminale, che abbia espresso il proprio consenso libero, informato e inequivocabile, e che si valuti in modo rigoroso il consenso sostitutivo se il paziente non può esprimerlo.
I giudici della Corte costituzionale erano stati chiamati a pronunciarsi sul caso di un minorenne – del quale non è stata resa nota l’età – affetto da una grave forma di paralisi cerebrale che gli ha aveva procurato molteplici menomazioni fisiche. I suoi genitori avevano chiesto che il suo caso potesse rientrare tra quelli previsti dalla legge sull’eutanasia, che però non prevede il caso di persone che non possono decidere autonomamente per motivi anagrafici. Nell’attesa del verdetto il giovane era comunque morto per cause naturali. Ora la Corte chiede al Governo che emani entro quattro mesi un regolamento-ponte sul caso specifico dell’eutanasia per i minori e al Parlamento che integri la legge entro un termine massimo di due anni.
L’eutanasia dei minori sinora era legale solo in Belgio, dove si è registrato nel settembre 2016 il primo caso al mondo.

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