venerdì 26 febbraio 2016
Sulle convivenze troppi svarioni ignorati , nel testo ci sono equivoci e incongruenze.
Il giurista Maglietta: «Che confusione tra affetti e diritti»
Congelata la stepchild, lasciato intatto il "similmatrimonio", la nuova stesura del ddl Cirinnà ha poi di fatto ignorato le incongruenze della seconda parte del-l’articolato, che nella prima versione era definita 'delle convivenze di fatto'. Eppure quegli svarioni non appaiono meno degni di attenzione, come fa notare Marino Maglietta, docente di diritto della famiglia, 'padre' dell’affido condiviso. Quali ritiene possano essere le principali criticità? Già lascia perplessi l’idea di disciplinare ciò che segue alla rottura di un legame che, per definizione, dovrebbe essere 'stabile'. Si poteva ancorare la definizione di stabilità a qualcosa di oggettivo, come una durata minima e/o la presenza di figli. Non solo: per 'l’accertamento della stabile convivenza', necessariamente connotata da un legame affettivo, fa testo la residenza anagrafica. Ovvero, anche se nel tempo il legame affettivo si è trasformato in altro – due studenti che si limitavano a dividere l’appartamento, poi si sono messi insieme e quindi separati, prima in casa e poi del tutto – dal dato amministrativo scaturirà automaticamente un impegno personale dei due. Ma questo impegno cosa comporta? Purtroppo l’emendamento è errato sintatticamente (comma 65), per cui non è sicuro a cosa si va incontro. Probabilmente è stata abbandonata l’idea del mantenimento e ci si è limitati agli alimenti. Vedremo se e come verrà modificato. Non pochi giuristi, e proprio lei tra i primi, hanno sostenuto che l’introduzione di obblighi economici provocherà un aumento del contenzioso. Per quale motivo? Il fatto che la categoria degli aventi diritto sia definita in modo opinabile esporrà facilmente soprattutto chi è stato lasciato alla tentazione di una 'rivalsa economica'. Quindi lei teme che sia la natura affettiva del legame, per definizione soggettiva, a prestarsi all’equivoco, perché fatta diventare fonte di diritti? Il diritto dovrebbe avvicinarsi in punta di piedi alla sfera degli affetti. Così, invece, lo Stato vi entra a gamba tesa. Quando, poniamo, finisce una convivenza nata tra badante e pensionato e poi, 'forse', evoluta in qualco-s’altro, come se ne accerterà la natura? Con una indagine di polizia? Con le intercettazioni? Eppure l’art. 2 della Costituzione tutela inequivocabilmente gli inviolabili diritti dell’individuo, anche all’interno di formazione sociali. Ma non le sembra giusto e opportuno che una donna che viene abbandonata, magari dopo 20 anni e con 3 figli, abbia delle garanzie economiche? Il provvedimento interessa soggetti che non hanno mai dichiarato di avere un progetto di vita in comune; che forse hanno scelto quella modalità proprio perché non vogliono averlo. Allora, anche volendo considerare casi come quello citato, si potevano includere le tutele nei liberi accordi del comma 50, senza automatismi, come avviene in Francia. Così, per tempo, chi volesse garanzie nella convivenza potrebbe proporle al partner e, se questo rifiuta, liberarsene. A proposito, nella disciplina delle convivenze il maxiemendamento ha introdotto altre modifiche rilevanti? Sì, ha stabilito che anche l’avvocato, figura molto più vicina alle parti, e non solo il notaio, possa autenticarne il contratto. Ciò dimostra, e fa piacere notarlo, che esistono categorie di cui il sistema politico ascolta le richieste. Le norme previste sull’abitazione non sembrano discriminare i figli di primo letto? Indubbiamente. La casa familiare in caso di morte del proprietario convivente e con figli – che aveva già moglie e altri figli – resta in godimento dei figli della nuova compagna per almeno 3 anni, a prescindere dalle rispettive condizioni economiche. E l’unicità della filiazione? E la moglie? Ora che il nodo delle unioni civili sembra sciolto, si andrà finalmente alla riscrittura delle norme sull’affi-damento condiviso? Dal giugno 2015, quando fu nominata la relatrice e ci fu la relazione generale, misteriosamente non se ne è più parlato Ricordando che i figli minori di genitori separati sono più di un milione, c’è solo da sperare che i lavori vengano velocemente ripresi, anche perché, una volta tanto, le proposte di maggioranza e opposizione sono coerenti con le attese popolari.
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