La «Strategia nazionale» . Arriva il portale Unar per gli Lgbt


Francesco Ognibene venerdì 5 giugno 2015
Nuova tappa della contestata «Strategia nazionale» contro le discriminazioni. Comitato a senso unico?
SECONDO NOI Ma precedenti e scelta degli esperti impongono attenzione
L’iniziativa parte con un intento difficilmente non condivisibile: introdurre nel dibattito sul tema del rispetto verso le persone omosessuali e transessuali 'l’elemento della ragione, della documentazione, dell’approccio scientifico', secondo le parole della consigliera del premier Renzi per le Pari opportunità, Giovanna Martelli. Il 'Portale di documentazione Lgbt', presentato ieri a Roma nella Sala monumentale della Presidenza del Consiglio, è opera del Dipartimento Pari opportunità, dell’Unar (Ufficio nazionale antidiscriminazioni razziali) e del Comune di Torino, rappresentato dal suo Servizio Lgbt. Il portale, non ancora attivo, 'intercetterà e raggiungerà in modo capillare i bisogni di tutti coloro che sono interessati alla tematica Lgbt - precisa l’Unar - offrendo a essi una risposta adeguata grazie alla documentazione scientifica raccolta e organizzata in maniera semplice e puntuale'. Andrà ovviamente verificata la completezza della banca dati con 1.500 documenti archiviati nel sito, oltre al glossario con le definizioni 'ufficiali' del vocabolario legato alla questione omosessuale. Quando poi si scende dalle buone intenzioni alla loro traduzione concreta il quadro si fa anche meno convincente. 'Nel dibattito su questi temi - spiega Giovanna Martelli - ci sono troppe ombre dogmatiche e ideologiche'. A quali 'ombre' si pensa è facile intuirlo, cominciando dal fatto che il portale è una delle tappe della contestatissima 'Strategia nazionale per la prevenzione e il contrasto delle discriminazioni basate sull’orientamento sessuale e sull’identità di genere 2013-2015' (frutto della quale, per capirci, furono i famigerati libretti Unar in parte diffusi nelle scuole l’anno passato). A far intuire l’ispirazione del portale sono anche i nomi chiamati a far parte del suo Comitato scientifico, un elenco nel quale si fatica a scorgere il segno del doveroso pluralismo: Umberto Veronesi, Stefano Rodotà, Vito Mancuso, Sebastiano Maffettone, Chiara Saraceno, Michela Marzano (parlamentare del Pd in carica), Marilisa D’Amico (avvocato di numerose cause contro la legge 40), Vittorio Lingiardi (psichiatra, vicino al movimento Lgbt). Non basta di certo che nel Comitato sieda anche l’ex parlamentare Pd Giovanni Bachelet. 'La diversità non toglie niente a nessuno', ha detto ieri Martelli. Vero: ma dov’è la diversità di opinioni?
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