lunedì 17 settembre 2018
Va a Tom Evans, papà del piccolo Alfie, morto il 28 aprile a Liverpool in esecuzione della sentenza di una corte, il premio di Atreju, festa di Fratelli d'Italia. In dialogo con lui Marco Tarquinio.
Tom Evans all'ospedale di Liverpool in aprile con il regalo di un amico italiano

Tom Evans all'ospedale di Liverpool in aprile con il regalo di un amico italiano - ANSA

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Tom Evans torna a Roma. Protagonista del disperato tentativo di salvare suo figlio "condannato" a morte dalla sentenza di una corte inglese, il papà di Alfie sabato 22 settembre alle 13 (Isola Tiberina, area Leonida) riceverà il premio speciale di Atreju "Inno alla vita" durante la festa organizzata da Fratelli d’Italia nella capitale. Fu infatti la leader della formazione politica Giorgia Meloni ad adoperarsi perché al piccolo fosse riconosciuta dal nostro Ministero degli Esteri la cittadinanza italiana. La mossa spiazzò la macchina della giustizia britannica assicurando un prezioso margine di tempo per tentare altre azioni a tutela del bambino di un anno, affetto da un’oscura malattia di origine genetica, ma purtroppo non riuscì a garantirgli di poter morire non per mano di medici esecutori del verdetto ma per effetto della sua inesorabile patologia. Proprio a Roma Alfie avrebbe dovuto essere accolto in quell’Ospedale Bambino Gesù che si era reso disponibile ad andarlo a prendere per garantirgli il diritto alla diagnosi che l’Alder Hey Children’s Hospital di Liverpool, dov’era ricoverato, gli negava e per accompagnarlo in modo umano alla morte naturale, se non si fosse aperta alcuna speranza. All’«ospedale del Papa» Tom era stato ricevuto in aprile subito dopo l’udienza privata in Vaticano nella quale Francesco l’aveva incoraggiato a non fermarsi, dicendo che il suo coraggio era un riflesso della patermità di Dio che «non si rassegna a perderci».
A Roma dunque Tom ora torna dopo mesi nei quali lui e mamma Kate hanno fatto perdere le loro tracce ritraendosi dalla ribalta mediatica dov’erano stati proiettati per l’emozione globale suscitata dalla drammatica vicenda e dalla fine prematura di Alfie. Tra i motivi di tanta discrezione anche la nuova maternità di Kate con la nascita di Thomas, poche settimane fa, secondogenito della giovanissima coppia, che ha già sottoposto il neonato a tutti gli esami verificandone le buone condizioni di salute. Unica eccezione alla scelta di tornare alla loro vita ordinaria nell’anonima periferia di Liverpool, un’intervista televisiva per presentare Thomas e annunciare la nascita di una fondazione intitolata ad Alfie e finalizzata ad aiutare bambini malati e particolarmente bisognosi. Tornando in Italia papà Tom mostra anche di essere grato al nostro Paese, che si mobilitò non meno a livello popolare che istituzionale per sostenere la causa del piccolo Alfie.
A contribuire in modo determinante per far conoscere anche da noi il caso fu l’associazione Steadfast Onlus con il suo presidente Emmanuele Di Leo, che sarà presente sabato alla consegna del premio per dialogare con Tom. Insieme a lui anche il direttore di «Avvenire» Marco Tarquinio. «Nel corso dell’incontro – fa sapere Steadfast – verrà rinnovato l’appello al sindaco di Roma Virginia Raggi per intitolare alla memoria del piccolo Alfie una strada della Città Eterna, come richiesto da una mozione depositata da FdI» in Campidoglio.

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