martedì 5 febbraio 2019
L'astronauta italiana dell'Agenzia spaziale europea: da soli siamo deboli, l'integrazione europea ci consente di affrontare le sfide epocali dei cambiamenti climatici, le migrazioni...
Samantha Cristoforetti: l'Europa? Moltiplica le possibilità

Gli obiettivi raggiunti dall’Esa (Agenzia spaziale europea), sono il tipico esempio di ciò che può fare l’Europa quando lavora insieme. Nessuno dei 22 Paesi che ne fanno parte, persi singolarmente, avrebbe mai potuto sperare di raggiungere l’autonomia spaziale di cui godono le altre grandi potenze mondiali. Se da dieci anni, come cittadini europei, abitiamo stabilmente nell’orbita bassa del pianeta (grazie alla Stazione spaziale internazionale), lo dobbiamo alla collaborazione che lega i nostri scienziati dal 1975. Non sorprende, quindi, che l’Agenzia abbia aderito con favore alla campagna di StavoltaVoto.eu, lanciata venerdì scorso dal presidente del Parlamento europeo, Antonio Tajani, per incentivare la partecipazione dei giovani alle prossime elezioni di maggio.

«I grandi progetti richiedono tempo – spiega Elena Grifoni Winters, capo di gabinetto dell’Esa – . BepiColombo, la missione che ci porterà su Mercurio, è stata approvata alla fine del secolo scorso. Ci sono voluti vent’anni per farla partire e ce ne vorranno altri dieci per arrivare. A novembre i ministri europei si siederanno attorno a un tavolo e decideranno i nuovi programmi. Per prendere queste decisioni bisogna essere lungimiranti, non pensare al prossimo voto ma avere dei grandi sogni per tutta l’Europa. Questi ministri sono lì perché li abbiamo votati noi, quindi non rinunciate a votare».

Il punto è cercare di guardare all’Europa come a «un moltiplicatore di opportunità», per usare le parole dell’astronauta italiana dell’Esa, Samantha Cristoforetti, senza il quale il nostro Paese rischia di essere condannato a un ruolo marginale. «Se rinunciamo al sogno dell’integrazione europea – avverte l’astronauta – sarà difficile affrontare le grandi sfide che attendono l’umanità: il cambiamento climatico, le migrazioni, le linee di conflitto geopolitiche e la distribuzione delle risorse sul nostro pianeta. Le voci dei piccoli, singoli Paesi europei sono deboli. Insieme possiamo avere molta più forza». Senza contare che andare alle urne è il modo migliore di difendere i diritti costituzionali garantiti dalla nostra democrazia: «Da concittadina europea, che ha avuto l’occasione di vivere anche al di fuori della nostra famiglia continentale, vi dico di non dare per scontato di vivere in una democrazia rappresentativa funzionante, seppur perfettibile, o in uno Stato di diritto che garantisce le vostre libertà individuali. Andare a votare – conclude Cristoforetti – non è soltanto un diritto, ma anche un dovere, il minimo richiesto per manifestare il proprio interesse alla cosa pubblica».

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