martedì 2 marzo 2021
Il World Cooperative Monitor dal 2012 analizza lo sviluppo delle 300 realtà più grandi a livello mondiale. Emerge stabilità di fronte alle crisi in termini di progetti realizzati e occupazione
Un consorzio di cooperative a Casarza Ligure

Un consorzio di cooperative a Casarza Ligure

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Nel lessico economico "condivisione" è un termine usato con parsimonia, se non con sospetto. L’idea che le imprese debbano competere tra di loro è profondamente radicata. Nel caso delle cooperative, ovviamente, le cose vanno diversamente. Principi fondativi e valori comuni tracciano un’area ampia in cui le imprese cooperative si riconoscono, favorendo il reciproco apprendimento in una logica che è di scambio più che di competizione. Eppure, per quanto la loro natura favorisca un rapporto mutuamente collaborativo, i condizionamenti geografici, dimensionali e di settore, spesso sono di ostacolo al formarsi di un reale senso di appartenenza ad un modello comune.Per questo nel 2012 – l’anno che le Nazioni unite hanno dedicato alle cooperative – nacque l’idea di un progetto per seguire nel tempo lo sviluppo delle cooperative più grandi al mondo, monitorandone la consistenza quantitativa ma anche approfondendo di volta in volta aspetti organizzativi, scelte strategiche, orientamenti imprenditoriali e motivazioni valoriali. Per fornire un quadro di riferimento al quale rivolgersi per fornire spunti a tutto il sistema cooperativo. In dieci anni di vita il World Cooperative Monitor, voluto dall’Alleanza cooperativa internazionale Cooperativa (ICA) e realizzato da Euricse, l’istituto di ricerca con sede a Trento, è diventato la fonte di conoscenza più citata e utilizzata dal movimento cooperativo e dalle istituzioni internazionali.


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