martedì 6 febbraio 2018
Il presidente di Daimler-Mercedes: «Ideologica la battaglia contro il gasolio, l'elettrificazione è solo una parte della soluzione». Il bilancio record frutta 5.700 euro di bonus a ogni operaio
Dieter Zetsche, presidente e Ceo di Daimler Mercedes-Benz

Dieter Zetsche, presidente e Ceo di Daimler Mercedes-Benz

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«La guerra in atto contro i motori diesel è ideologica e ingiustificata: noi continuiamo a credere in questo tipo di alimentazione che permette di abbattere la CO2, e nel suo valore per il raggiungimento degli obiettivi sull’ambiente e sulla riduzione delle emissioni...». I conti record, l’automobile del futuro, l’elettrificazione, i mercati: tocca vari argomenti Dieter Zetsche, presidente e ceo di Daimler, nell’intervista a margine della presentazione della nuova Mercedes Classe A. Ma la prima risposta del numero uno del Gruppo tedesco è riservata alle polemiche di questi giorni sui test dei gas di scarico delle auto a gasolio effettuati su scimmie e cavie umane dai tre grandi Gruppi automobilistici tedeschi.
«Sparare contro il diesel è sbagliato – spiega Zetsche – perchè quelli più moderni consumano e inquinano la metà di quelli prodotti solo pochi anni fa. La strada da percorrere è quella di sostituire i vecchi diesel con quelli nuovi, più efficienti. A questo proposito sarebbero auspicabili azioni fiscali in tutta Europa, come la tassazione dei vecchi diesel più inquinanti e una defiscalizzazione invece di quelli moderni».

Dopo il dieselgate, il “macaco-gate”: resta il fatto che il diesel e le sue emissioni continuano a generare scandali o comunque situazioni imbarazzanti per il mondo dell’automobile...
«La posizione di Daimler è stata chiara sin da subito: abbiamo dichiarato che ci dissociamo da questi test su uomini e animali. Si tratta di una vicenda qualche anno fa, già esaurita, ma abbiamo comunque attivato un’indagine affidata a uno studio legale esterno per fare piena luce e per evitare che cose simili si ripetano, Nel frattempo, e in attesa dei risultati dell’indagine, il nostro dipendente che sedeva nel comitato di questa organizzazione è stato sospeso. Sottolineo sospeso, non licenziato».

Non è un controsenso che proprio Daimler-Mercedes sia coinvolta in vicende simili mentre sta investendo miliardi sulla mobilità sostenibile?
«Senza diesel sarebbe impossibile raggiungere i target di CO2 imposti dalle Ue. Detto questo nell’anno appena concluso abbiamo venduto più auto con motore a gasolio che in passato, e questo ci dice che i clienti sono soddisfatti. La stretta di Bruxelles sulle emissioni induce però a non rallentare anche gli investimenti sull’elettrico, e infatti Daimler prevede di investire 10 miliardi di euro entro il 2022 per realizzare 10 nuovi veicoli elettrici. Globalmente, il gruppo investirà tra il 2018 ed il 2019 altri 32 miliardi di euro, dopo i 15,5 impegnati lo scorso anno, per disegnare il futuro con nuovi impianti produttivi e progetti di ricerca e sviluppo. Uno degli investimenti più importanti riguarderà un network mondiale di fabbriche per veicoli elettrici ed elettrificati e che permetterà la produzione flessibile di auto con motori termici e propulsione elettrica».

La battaglia sulle vetture a batterie è già iniziata: quali scenari si stanno delineando?
«La CO2 va ridotta, ne va della salute di tutti. Ma l’elettrico è solo una parte della soluzione, ed è una strada che presenta molti problemi aperti, alcuni dei quali fuori dal nostro diretto controllo: quelli etici legati all’estrazione delle materie prime, come il cobalto. E quelli per l’utilizzo, legati alla diffusione dell’infrastruttura di ricarica. Infine quelli ambientali, relativi al reimpiego degli accumulatori, per cui abbiamo già la nostra strategia. Il mondo non sarà un posto migliore solo perché ci saranno più auto elettriche. Il problema è più complesso...».

La Cina intanto è diventato il primo Paese al mondo per immatricolazione di veicoli elettrici. Questo sposta le gerarchie del mercato e le strategie?
«Gli anni a venire presenteranno più complessità anche per il crescere del numero dei concorrenti. Saranno sempre di più: il motore elettrico è semplice da produrre al contrario del termico, e abbasserà la soglia d’accesso all’industria, soprattutto per quanto riguarda le Case cinesi. La crescente importanza dell’interfaccia uomo-macchina, inoltre, avvantaggerà i giganti della tecnologia: anche se Amazon non dovesse mai fare una sua auto, per noi è comunque un concorrente, nella misura in cui il processo d’acquisto dei nostri prodotti e servizi diventerà via via più digitale».

La guida autonoma infatti è l’altra grande frontiera su cui si gioca il futuro dell’auto...
«Insieme all’elettrificazione e ai robot-taxi, rappresenta il nostro obiettivo principale. Stiamo puntando tutto sulla tecnologia, e la nuova generazione di vetture compatte che inauguriamo con la Classe A e con l’applicazione del sistema MBUX che rivoluziona l’interazione tra guidatore e vettura, ne sono l’esempio migliore. Puntiamo a recuperare i “millennials”, quel pubblico giovane che ha già capito come l’immagine del marchio sia cambiata e che troverà il massimo della nuova tecnologia che cerca proprio sui modelli di accesso alla gamma piuttosto che su quelli più alti e costosi come avveniva in passato».

I sindacati in Germania premono per ottenere la riduzione dell’orario di lavoro settimanale dei metalmeccanici a 28 ore. Qual è la posizione di Daimler?
«Credo che anche se passasse questa riforma non ci danneggerebbe: è su base volontaria e riguarderebbe un numero limitato di lavoratori. I conti del Gruppo sono eccellenti e alla prossima assemblea degli azionisti verrà proposto un bonus straordinario di 5.700 euro per i 130mila dipendenti qualificati per ottenerlo in Germania».

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