martedì 3 luglio 2012
Per evitare l'aumento dell'Iva servono 4,2 miliardi, ma esodati e post terremoto chiedono sacrifici più ampi del previsto. Camusso: ci sono gli estremi di un conflitto sociale. Previsto il taglio del 20% dei dirigenti pubblici. Sanità, interventi per 3-3,5 miliardi, che diventano 8-8,5 se sommati a quelli previsti nella Finanziaria 2011. Il premier: «Basta tirare a campare». Verso 2 decreti: il primo da 5-6 miliardi | Nel mirino 280 uffici giudiziari. Ma non c’è accordo governo-partiti | Il premier riferisce in Senato su vertice Ue: eurobond non sono più un tabù | Giochi, sopressa Monopoli di Stato
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Blocco delle tariffe fino al 31 dicembre 2013. Lo sancisce la bozza del dl sulla spending review. La misura scatta dalla data di entrata in vigore del decreto, nel quale si legge che "è sospesa l'efficacia delle norme statali che obbligano o autorizzano organi dello Stato o autorità ad emanare atti aventi a oggetto l'adeguamento di diritti, contributi o tariffe a carico di persone fisiche o persone giuridiche in relazione al tasso di inflazione ovvero ad altri meccanismi automatici".Per due anni, dal 1 gennaio 2013 al 31 dicembre 2014, inoltre, lo stipendio dei dipendenti delle società pubbliche non potrà superare quello del 2011. Al via, inoltre, il blocco degli adeguamenti Istat relativi ai canoni dovuti dalle amministrazioni per l'utilizzo di immobili in locazione passiva. Il locatore ha facoltà di recedere dal contratto "dandone comunicazione entro il 31 dicembre 2012 con lettera raccomandata. Il recesso ha effetto decorsi sei mesi dal ricevimento della comunicazione, salvo termine più breve concordato con l'amministrazione locataria". Ecco le altre misure contenute nella bozza del decreto:- Concorsi sospesi. Sono sospesi i concorsi per l'accesso alla prima fascia dirigenziale, "non oltre il 31 dicembre 2015".- Spese del personale. Le spese del personale della P.A. vengono ridotte in questo modo: le "facoltà assunzionali" sono ridotte al 20% per tutte le amministrazioni nel triennio 2012-2014, del 50% nel 2015 e del 100% a decorrere dal 2016.
- Permessi sindacali ridotti. A partire da gennaio del 2013, i permessi sindacali saranno ridotti del 10%. "I contingenti dei distacchi sindacali e dei permessi sindacali retribuiti ... sono ulteriormente ridotti del 10%. La riduzione è effettuata a decorrere dal 1 gennaio 2013".
 
- Ferie obbligatorie a Ferragosto, Natale e Capodanno. Gli uffici pubblici resteranno chiusi nella settimana di Ferragosto e in quella tra Natale e Capodanno e gli statali saranno messi in ferie.
 
- Vietato monetizzare su ferie non godute. Il dl sulla spending review prevede l'impossibilità per gli statali di monetizzare ferie, riposi e permessi non goduti. La disposizione si applica anche in caso di cessazione del rapporto di lavoro per mobilità, dimissioni e pensionamento. La violazione di queste disposizioni fa scattare automaticamente un'azione disciplinare ed amministrativa per il dirigente responsabile, oltre al recupero delle somme indebitamente erogate.- Riduzione della pianta organica. Estensione a tutte le amministrazioni pubbliche della riduzione delle piante organiche attraverso un 'taglio' del personale del 10% per i dipendenti e del 20% per i dirigenti. Taglio che sarà preceduto da una mappatura delle piante organiche delle amministrazioni. Solo al termine di questa verifica saranno quantificati gli esuberi effettivi di personale. Per la gestione di queste eccedenze gli strumenti in campo prevedono sicuramente il ricorso alla mobilità obbligatoria di due anni all'80% dello stipendio, come stabilito dalla legge Brunetta. E, tra le ipotesi formulate dal governo, anche l'eventualità di derogare dalla riforma Fornero sulle pensioni mandando in pensionamento anticipato obbligatorio i dipendenti e i dirigenti del pubblico impiego che abbiano realizzato i requisiti previsti dalle vecchie regole, entro il 31 dicembre 2013.- Buoni pasto non oltre 7 euro. I buoni pasto degli statali non potranno superare i 7 euro a partire dal 1 ottobre prossimo.- Riduzione delle Province. Al via la riduzione e la razionalizzazione delle province. All'articolo 1 della bozza del dl spending review si legge infatti che entro 20 giorni dalla data di entrata in vigore del decreto "il Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro dell'Interno, di concerto con il ministro dell'Economia e delle finanze e della pubblica amministrazione, delibera un'ipotesi di riordino delle Province". La redistribuzione degli obiettivi del patto di stabilità interno tra gli enti territoriali interessati "è operata a invarianza del contributo complessivo".- Meno risorse alle Regioni. Le risorse dovute dallo Stato alle Regioni a statuto ordinario sono ridotte di 700 milioni per il 2012 e di 1.000 milioni a decorrere dal 2013. - Uso gratuito beni pubblici. Uso gratuito allo Stato di beni di proprietà degli enti territoriali e viceversa.- Blocco delle tariffe. Blocco delle tariffe fino al 31 dicembre 2013. La misura scatta dalla data di entrata in vigore del decreto, nel quale si legge che "è sospesa l'efficacia delle norme statali che obbligano o autorizzano organi dello Stato o autorità ad emanare atti aventi ad oggetto l'adeguamento di diritti, contributi o tariffe a carico di persone fisiche o persone giuridiche in relazione al tasso di inflazione ovvero ad altri meccanismi automatici".- Blocco adeguamento canoni/Istat. Al via il blocco degli adeguamenti Istat relativi ai canoni dovuti dalle Amministrazioni per l'utilizzo di immobili in locazione passiva. Il locatore ha facoltà di recedere dal contratto "dandone comunicazione entro il 31 dicembre 2012 con lettera raccomandata. Il recesso ha effetto decorsi sei mesi dal ricevimento della comunicazione, salvo termine più breve concordato con l'Amministrazione locataria".- Riduzione compensi Caf. Nel dl sulla spending review anche la riduzione dei compensi pagati ai Caf. Nella bozza si legge che il compenso scende a 13 euro per ciascuna dichiarazione elaborata e trasmessa e a 24 euro per l'elaborazione e la trasmissione delel dichiarazioni in forma congiunta. Il decreto riduce anche del 10% i trasferimenti a favore dei patronati.- Dimezzata spesa auto blu. Nel 2013 la spesa per le auto blu non dovrà superare il 50% di quanto speso nel 2011. "A decorrere dall'anno 2013, le amministrazioni pubbliche inserite nel conto economico consolidato della pubblica amministrazione, incluse le autorità indipendenti, non possono effettuare spese di ammontare superiore al 50 per cento della spesa sostenuta nell'anno 2011 per l'acquisto, la manutenzione, il noleggio e l'esercizio di autovetture, nonché per l'acquisto di buoni taxi; il predetto limite può essere derogato, per il solo anno 2013, esclusivamente per effetto di contratti pluriennali già in essere".- Taglio spese Presidenza del Consiglio. Riduzione delle spese di funzionamento della Presidenza del consiglio dei Ministri per un totale di 15 milioni di euro al 2013. "La Presidenza del Consiglio dei Ministri procede ad operare interventi di riduzione delle spese di funzionamento sul proprio bilancio autonomo - si legge nel testo - tali da comportare un risparmio complessivo di 5 milioni di euro per l'anno 2012 e 10 milioni di euro a decorrere dall'anno 2013".- Iva, aumento congelato nel 2012. "Sospensione per l'anno 2012 dell'incremento dell'Iva e riduzione dell'incremento dell'Iva a decorrere dall'anno 2013". Nella bozza si valuta anche l'eliminazione dell'ulteriore incremento di 0,5 punti dal 2014.- Esodati. Vengono salvati ulteriori 55.000 lavoratori esodati rispetto ai 65 mila già interessati. Lo stabilisce il dl sulla spending review di cui l'Agi è in possesso.- Sanità: -30mila posti letto in ospedale. Circa 30mila posti letto in meno negli ospedali pubblici italiani, con un rapporto di 3,7 posti letto per mille abitanti contro gli attuali 4,2. Il testo prescrive che "le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano adottano, entro il 30 novembre 2012, provvedimenti di riduzione dello standard dei posti letto ospedalieri accreditati ed effettivamente a carico del servizio sanitario regionale, ad un livello non superiore a 3,7 posti letto per mille abitanti, comprensivi di 0,7 posti letto per mille abitanti per la riabilitazione e la lungodegenza post-acuzie, adeguando coerentemente le dotazioni organiche dei presidi ospedalieri pubblici". In sostanza, i posti letto passeranno da 252mila a 222mila. Conseguentemente a tale riduzione, anche attraverso una verifica, sotto il profilo assistenziale e gestionale, della funzionalità dei piccoli ospedali pubblici "è promosso l'ulteriore passaggio dal ricovero ordinario al ricovero diurno e dal ricovero diurno all'assistenza in regime ambulatoriale, favorendo l'assistenza residenziale e domiciliare".- Tre miliardi in meno al Fondo sanitario nazionale. Il fondo sanitario nazionale viene tagliato di tre miliardi in due anni: un miliardo per il 2012 e due per il 2013. "Le predette riduzioni - si legge nel testo - sono ripartite fra le Regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano secondo criteri e modalità proposti in sede di autocoordinamento dalle regioni e province autonome di Trento e di Bolzano medesime, da recepire" entro "il 30 settembre 2012, con riferimento all'anno 2012 ed entro il 30 novembre 2012 con riferimento agli anni 2013 e seguenti".- Scure sulle farmacie. "A decorrere dalla data di entrata in vigore del presente decreto - si legge - l'ulteriore sconto dovuto dalle farmacie convenzionate (...) è rideterminato al valore del 3,65 per cento. Limitatamente al periodo decorrente dalla data di entrata in vigore del presente decreto fino al 31 dicembre 2012, l'importo che le aziende farmaceutiche devono corrispondere alle Regioni (...) è rideterminato al valore del  6,5 per cento. Per l'anno 2012 l'onere a carico del Servizio sanitario nazionale per l'assistenza farmaceutica territoriale (...) è rideterminato nella misura del 13,1 per cento". Mentre dal 2013 questo stesso tetto è ulteriormente abbassato all'11,5% "al netto degli importi corrisposti dal cittadino per l'acquisto di farmaci ad un prezzo diverso dal  prezzo massimo di rimborso stabilito dall'AIFA".
- A decorrere dall'anno 2013, "gli eventuali importi derivanti dalla procedura di ripiano sono assegnati alle regioni, per il 25%, in proporzione allo sforamento del tetto registrato nelle singole regioni e, per il residuo 75%, in  base alla quota di accesso delle singole regioni al riparto della quota indistinta delle disponibilità finanziarie per il Servizio sanitario nazionale".
- Infine, "a decorrere dall'anno 2013 il tetto della spesa farmaceutica ospedaliera di cui all'articolo 5, comma 5, del decreto-legge 1o ottobre 2007, n. 159, convertito, con modificazioni, dalla legge 29 novembre 2007, n. 222, è rideterminato nella misura del 3,2 per cento e si applicano le disposizioni dei commi da 5 a 10".- Fondi Università -200 milioni. Dal 2013 il fondo per il finanziamento ordinario delle università sarà ridotto di 200 milioni. In particolare, si legge nel documento, al fine di "ottimizzare l'allocazione delle risorse" e "migliorare la qualità" delle attività formative dei dirigenti e dei funzionari pubblici garantendone l'eccellenza e l'interdisciplinarietà" sono individuate "idonee forme di coordinamento tra le scuole pubbliche di formazione, gli istituti di formazione e le altre strutture competenti ed è riformato il sistema di reclutamento e formazione dei dirigenti e dei funzionari pubblici anche mediante adeguati meccanismi di collegamento tra la formazione propedeutica all'ammissione ai concorsi e quella permanente".- Fondi alle scuole non statali. Per le scuole non statali arrivano fondi per 200 milioni. - Missioni di pace: -8,9 milioni. Il fondo per le missioni di pace è ridotto di 8,9 milioni già per quest'anno.- Radio e Tv locali, contributi ridotti. Contributi a favore di radio e tv locali ridotti di 30 milioni a decorrere dal 2013.- Polizia: servizi operativi per agenti under 32. I dipendenti delle forze di polizia di età inferiore a 32 anni, salvo casi eccezionali, devono essere utilizzati a servizi operativi. Nell'ambito della riduzione delle spese per il personale (articolo 14), "le strutture interessate dalla limitazione delle assunzioni previste dal comma 1 adottano le opportune misure per destinare a servizi effettivamente operativi un numero di unità di personale non inferiore a quello corrispondente alle minori assunzioni da esso derivanti".- Liquidatori, incarico non oltre i 5 anni. I commissari liquidatori di enti pubblici potranno avere un incarico non superiore ai 3 anni, che potrà essere prorogato una sola volta per un periodo massimo di 2 anni, quindi per complessivi 5 anni.- Riorganizzati Cnr, Infn e Ingv, cancellati altri istituti. Riorganizzati il Cnr, l'Istituto nazionale di fisica nucleare (Infn) e l'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv). Sono soppressi dall'entrata in vigore del decreto sulla spending review l'Istituto nazionale di ricerca metrologica, la Stazione zoologica Anton Dohrn, l'Istituto italiano di studi germanici e l'Istituto nazionale di alta matematica sono soppressi e i relativi organi statutari decadono. Sopresso anche l'Istituto nazionale di oceanografia e di geofisica sperimentale,l'Istituto nazionale di astrofisica e il Museo storico della fisica e centro di studi e ricerche "Enrico Fermi".
- Dimezzato fondo vittime uranio impoverito. Dimezzato il fondo per le vittime dell'uranio impoverito. "La dotazione del fondo (...) destinata alle provvidenze alle vittime dell'uranio impoverito - si legge nel testo - è ridotta dell'importo di 10 milioni di euro per l'anno 2012". In origine il fondo era superiore ai 21 milioni di euro, di cui 9 già erogati, su oltre 600 domande di risarcimento da parte dei familiari di militari e civili impegnati nelle missioni italiane ammalati o morti per gli effetti letali dell'uranio impoverito.- "Strade sicure", 72,8 mln nel 2013. Per l'operazione "strade sicure" il dl sulla spending review autorizza la spesa di 72,8 milioni nel 2013.- Autotrasporto: 200 mln nel 2013. Per il settore dell'autotrasporto, la bozza del dl sulla spending review destina 200 milioni per il 2013. MONTI: NON È UNA NUOVA MANOVRAQuella sulla spending review non è una nuova manovra e non c'è necessità di fare una manovra aggiuntiva. È quanto sottolinea il premier Mario Monti prima al tavolo con gli enti locali, poi nell'incontro con i sindacati a Palazzo Chigi. E spiega che l'intervento sulla spesa è diviso in tre fasi. La prima avviata la scorsa settimana con i tagli alla presidenza del Consiglio e al Tesoro. La seconda sta per partire con il dl in discussione. La terza arriverà tra qualche settimana con un altro dl per la riorganizzazione delle amministrazioni periferiche. Il governo, precisa il premier, è contrario a tagli lineari fatti con l'accetta. Nella spending review sarebbe previsto anche il taglio del 20% dell'organico dei dirigenti della P.A. e del 10% dei dipendenti. Lo riferisce dal viceministro all'Economia Vittorio Grilli ai rappresentanti degli enti locali nel corso della riunione a Palazzo Chigi con il governo. Agli esponenti delle parti sociali il ministro della Pubblica amministrazione spiega poi che la riduzione degli organici sarà fatta dopo la verifica delle piante organiche. Solo dopo sarà infatti possibile selezionare e modulare l'intervento di riduzione attraverso la mobilità di due anni.TAGLIO DEL 20% DEI DIRIGENTI PUBBLICINella spending review sarebbe previsto il taglio del 20% dell'organico dei dirigenti della Pubblica Amministrazione e del 10% dei dipendenti. Lo ha riferito il viceministro all'Economia Vittorio Grilli nel corso della riunione a Palazzo Chigi tra governo, regioni e enti locali. SANITÀ, INTERVENTO PER 8-8,5 MILIARDI In sanità si va verso un intervento per 3-3,5 miliardi da qui al 2014, che diventano 8-8,5 miliardi se si sommano ai 5 miliardi di tagli già previsti per il prossimo biennio dalla manovra di luglio 2011. Secondo quanto si apprende, le misure per ottenere questi ulteriori risparmi si starebbero ancora limando e potrebbero puntare, oltre che sulla stretta sull'acquisto di beni e servizi, già prevista e che verrebbe in parte anticipata già al 2012, anche sul sistema di sconti sui farmaci acquistati dal Ssn.  Per il 2012 i nuovi risparmi si dovrebbero attestare a poco più di un miliardo di euro. Mentre per i due anni successivi la spesa sanitaria, che già doveva risparmiare in totale oltre due miliardi e mezzo per l'acquistodi beni e servizi e dispositivi medici, e un miliardo l'anno sulla spesa farmaceutica, dovrebbe produrre circa altri due miliardi aggiuntivi di risparmi. Per ottenere i risparmi nei mesi che restano del 2012 è quasi certo l'anticipo della tagliola sugli acquisti di Asl e ospedali (secondo l'ultima bozza circolata con un taglio del 3,7%) che potranno avvalersi della prima tranche di prezzi di riferimento appena pubblicati dall'Autorità di vigilanza sui contratti pubblici e che, in forza del primo decreto spending review in via di conversione, potranno anche rinegoziare i contratti a prezzi 'troppi altì e interromperli senza pagare penali in caso di mancata risposta da parte dei fornitori.Una fetta importante di risparmi verrebbe poi dallo sconto obbligatorio che applicano allo Stato industrie e farmacie per i medicinali a carico del Servizio sanitario. Quello dell'industria, sempre secondo l'ultima bozza circolata delle misure, passerebbe dall'1,83% al 6,4%, mentre quello dei farmacisti andrebbe dall'attuale 1,82% al 3,65%. Misura che al momento sarebbe prevista per il solo 2012, ma non si esclude che lo sconto rafforzato possa protrarsi anche nel biennio successivo, magari con percentuali meno "punitive" per lafiliera. E se restasse confermato dal 2013 il ripiano a carico dell'industria farmaceutica del 35% degli sforamenti di spesa, si sposterebbero però i tetti per la farmaceutica territoriale (abbassata all'11,3%) e quella ospedaliera, alzata invece al 3,2%, anche per non "tagliare le gambe" ai farmaci innovativi, più costosi e distribuiti solo negli ospedali. Altri risparmi, infine, arriverebbero da un taglio del 2% rispetto alla spesa del 2011 per l'acquisto "di prestazioni da soggetti privati accreditati per l'assistenza specialistica ambulatoriale e per l'assistenza ospedaliera", oltre che dall'eliminazione di alcuni enti, come l'Istituto mediterraneo di ematologia o l'Alleanza degli ospedali italiani nel mondo.CAMUSSO:  CI SONO GLI ESTREMI PER UN CONFLITTO SOCIALESulla spending review "sentiamo voci sulla possibilità per i dirigenti pubblici di accedere alla pensione con le vecchie regole, così si mettono tutti gli estremi per un conflitto sociale". Lo ha detto Susanna Camusso,leader della Cgil, intervenendo alla presentazione del bilancio sociale dell'Inca. A pochi minuti dall'inizio dell'incontro con il Governo a Palazzo Chigi ha aggiunto: "Monti ha detto che non si deve tirare a campare ma fare deroghe per ogni singola situazione equivale a tirare a campare". "Se governo pensa di procedere al taglio degli organici e alla riduzione dei servizi" senza confronto, ha sottolineato, "getta benzina suuna situazione molto difficile". "Spero che gli annunci vengano smentiti", ha concluso, perchè c'è il rischio che si introducano "ulteriori divisioni tra lavoratori pubblici e privati che questo Paese non può sopportare".TAGLI, COLPITI TRIBUNALI E SANITA' di Gianni SantamariaC’è aria di maretta con i partiti sul capitolo spending review. Ma soprattutto venti di sciopero soffiano su Palazzo Chigi, dove oggi arrivano le parti sociali e gli enti locali. Con le quattro sigle sindacali che siederanno al tavolo sempre più decise a passare dalle parole ai fatti, se l’esecutivo non darà garanzie soprattutto sul capitolo statali. Questi hanno già dato, compiendo «sacrifici con il blocco per tre anni dei contratti», sostiene il leader della Cgil, Susanna Camusso che chiede piuttosto una stretta alle consulenze.Ieri anche il segretario generale della Uil, Luigi Angeletti si è aggiunto al fronte della protesta che già vedeva Cgil, Cisl e Ugl alzare le barricate. E dà un ultimatum al governo. «Se cercherà di risparmiare i veri poteri forti che ci sono in questo Paese e se la prenderà con gli impiegati pubblici, non potrà che avere la nostra più determinata opposizione», dice a Napoli, dove partecipa a una manifestazione unitaria alla quale parla anche Raffaele Bonanni. Che, alla partenopea, invita il governo a non fare ammuina all’incontro odierno. «Vogliamo regioni più sobrie, Province che devono sparire, Comuni che devono accorparsi, molte istituzioni nazionali e locali che vanno rimosse, quella è l’unica condizione per risparmiare ma anche per far produrre di più alle amministrazioni», aggiunge il segretario generale della Cisl. Dal palco non evoca lo sciopero. Ma poco prima aveva dichiarato che «faremo quello che serve, se occorrerà uno sciopero generale lo faremo ma ci sono mille modi per protestare». Dice «basta» a «una politica fatta di soli tagli e di cieco rigorismo» il segretario confederale della Cgil, Vincenzo Scudiere. Per il quale «il governo deve invertire la rotta e puntare sullo sviluppo e sulla crescita altrimenti si troverà sempre i sindacati contro».Ma non solo loro. Chiede una boccata di ossigeno per le imprese, il presidente di Confindustria, Giorgio Squinzi: «Hanno un fardello sulle spalle», quello del carico fiscale, «che fino ad ora hanno portato e hanno pagato in termini di incapacità di crescere e di produttività». Per questo, in vista del tavolo di stamane e del provvedimento sulla spending review, Squinzi dice di augurarsi che attraverso la revisione della spesa si accumulino fondi «che permettano da un lato di ridurre la pressione fiscale e dall’altro di poter riprendere a fare investimenti nella direzione della crescita e dello sviluppo». Dal fronte delle Regioni, infine, si leva la protesta di Stefano Caldoro, governatore della Campania. In attesa del provvedimento definitivo e della Conferenza Stato-Regioni, Caldoro, esprime preoccupazioni sul riflesso della spending review per gli enti locali e, di conseguenza, per i servizi ai cittadini: «È difficile capire come si possa ancora incidere sul welfare e in particolare su sanità e trasporto pubblico locale».Parecchi i distinguo, anche dai partiti che appoggiano Mario Monti. Per Pier Luigi Bersani «non è accettabile toccare il sociale». Il segretario del Pd lancia un monito anche in materia di esodati, che secondo i calcoli del partito sarebbero 270-280mila: «La garanzia che vogliamo dare è che questo tema non lo molliamo». Fabrizio Cicchitto, capogruppo del Pdl chiede di conoscere i contenuti del provvedimento, prima di commentare. L’intervento è «positivo» e il Pdl ha un atteggiamento costruttivo. Ma anche lui subito mette un paletto, tra i vari (interventi più incisivi su sanità e rapporti con la politica, vedi Asl, e un freno, invece, al ridisegno delle circoscrizioni giudiziarie) che il partito dell’ex premier sta alzando. «Bisogna stare attenti – sostiene Cicchitto – a non colpire interessi o realtà e in primo luogo penso all’ordine pubblico, polizia e carabinieri che svolgono un ruolo decisivo».Dal partito di Berlusconi arriva anche a una strigliata all’«amico» Bonanni da parte di Maurizio Lupi. «Ormai siamo allo sciopero e alle minacce preventive. È il modo peggiore per avviare la discussione sulla revisione della spesa pubblica. Un atteggiamento simile me lo sarei aspettato piuttosto dai massimalisti della Cgil».
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