venerdì 14 giugno 2019
Retribuzioni inferiori del 20%, la media in Europa è del 16,3%. La Caritas: la povertà al femminile è un problema, una mamma single su quattro dipende dall'assistenza sociale
Protesta in Svizzera per la parità di stipendio. Donne penalizzate da maternità e lavoro di cura

Protesta in Svizzera per la parità di stipendio. Donne penalizzate da maternità e lavoro di cura

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Oggi in Svizzera le donne manifestano e scioperano per la parità di trattamento con gli uomini, che è ancora lontana. L'ultima protesta del genere risale al 1991,quando mezzo milione di donne scesero in strada per chiedere pari opportunità ed il congedo per la maternità. Dopo circa trent'anni, alcune cose sono cambiate: ci sono state otto ministri donne al governo ed il diritto al congedo di maternità è sancito dalla legge. Ma sul fronte delle retribuzioni le distanze restano: le donne guadagnano in media il 20% in meno degli uomini, sono sotto rappresentante nei ruoli dirigenziali ed il sostegno pubblico per la crescita dei figli è molto scarso. La prima protesta delle donne svizzere risale al 1918, quando si unirono al movimento mondiale che chiedeva il diritto di voto alle donne. Ma in Svizzera, tale diritto venne riconosciuto soltanto nel 1971.

Attualmente in Europa le donne guadagnano in media il 16.3% in meno all’ora rispetto ai loro colleghi uomini. Non basta: se si analizza poi il gender pay gap a livello salariale annuo si calcola il cosiddetto divario retributivo complessivo tra uomini e donne, che non monitora solamente la paga oraria, ma anche l’effettivo numero di ore lavorate, i permessi richiesti e i part-time. La percentuale – e quindi il divario tra uomini e donne- cresce fino al 39% in Europa.In Italia il gender pay gap medio si attesta al 5.5% (tra i più bassi in Europa) mentre quello complessivo arriva addirittura al 43.7%. Come si spiegano questi numeri? Il motivo è semplice: nel settore pubblico il 56.2% della forza lavoro è femminile e nei contratti di pubblico impiego c’è sostanziale parità di retribuzione oraria maschile e femminile (per questo il divario è solo del 5%). Le cose cambiano nel settore privato, nel quale le dipendenti prendono in busta paga il 29% in meno dei loro colleghi uomini parigrado.

Secondo la Caritas la situazione femminile in Svizzera è effettivamente difficile a livello economico: le disparità salariali e il lavoro di cura non retribuito sono le principali cause del maggiore tasso di povertà fra le donne. Il 57% delle 616mila persone povere in Svizzera sono donne e il tasso di povertà è nettamente superiore a quello degli uomini. Il motivo principale sono i salari più bassi e il lavoro di cura non retribuito dopo la nascita di un figlio. Le donne restano più spesso a casa per accudire ai bambini e in caso di separazione o divorzio spesso difficilmente riescono a reinserirsi nel mondo del lavoro. Attualmente una mamma single su quattro dipende dall'assistenza sociale. Le donne restano povere anche in età avanzata: i salari bassi, il lavoro a tempo parziale e le interruzioni dell'attività lavorativa si ripercuotono sulle rendite. Le misure facoltative non sono sufficienti per attuare il principio della parità salariale iscritto nella Costituzione nel 1981. Senza regole vincolanti per favorire la parità retributiva, "la povertà resta un problema al femminile" anche in Svizzera, sottolinea Caritas. L'organizzazioneintende impegnarsi pure per migliorare le possibilità di conciliare vita famigliare e professionale, anche tramite l'introduzione di un congedo paternità o parentale e la formazione continua.

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