martedì 7 aprile 2015
Svimez: il taglio in percentuale del Pil sarà del 6,2% contro il 2,9 del Centro-Nord con un effetto depressivo sull'economia del Mezzogiorno e un ampliamento dei divari regionali. Più forti anche i tagli alla spesa in conto capitale.
Nel 2015 il taglio della spesa pubblica in % del Pil sarà del 6,2% al Sud, più del doppio del Centro-Nord (-2,9%). Giù anche la spesa in conto capitale: -2,1% contro -0,8% del Centro-Nord, con un effetto depressivo sull'economia del Mezzogiorno e un ampliamento dei divari regionali. È quanto emerge dallo studio Svimez "Spending review e divari regionali in Italia" che sarà pubblicato sul prossimo numero della rivista "Economia Pubblica - The Italian Journal of Public Economics". Condotto su elaborazioni Svimez di dati della Commissione europea, del ministero dello Sviluppo economico e presentati in vari documenti governativi, lo studio analizza gli effetti dei tagli operati con la spending review e delle manovre degli ultimi anni sull'andamento dell'economia delle due macroaree. Negli ultimi anni i tagli alle spese operati dai vari governi hanno inciso molto più al Sud che al Centro-Nord, spiega lo studio. Nel 2013 infatti le minori spese nette hanno raggiunto il 2,7% del Pil a livello nazionale: ma se nel Centro-Nord il taglio è stato pari al 2,2%, al Sud la riduzione ha pesato più del doppio: -4,5%. Stessa performance nel 2014: al Centro-Nord -2,8%, al Sud -5,5%. Il taglio alla spesa penalizza il Sud soprattutto per quanto riguarda gli investimenti pubblici, la componente della spesa pubblica più colpita, e una delle componenti di domanda in grado di stimolare la ripresa nell'economia meridionale. La spesa pubblica in conto capitale ha registrato al Sud riduzioni da due a tre volte in più rispetto al Centro-Nord: -1,6% nel 2013 contro il -0,5% del Centro-Nord; nel 2014 -1,9% contro -0,7% dell'altra ripartizione, arrivando nel 2015 a -2,1% al Sud contro -0,8% del Centro-Nord. Dal 2001 al 2012 la spesa in conto capitale per le aree sottoutilizzate al Sud è scesa del 58%, passando da 16,5 a 6,9 miliardi di euro; al Centro-Nord è scesa nello stesso periodo del 10%, calando da 3,7 a 3,3 miliardi di euro. In altri termini, i 791 euro che ogni cittadino del Mezzogiorno riceveva nel 2001 sono scesi nel 2012 a 334, mentre i 99 euro destinati pro capite alle aree sottoutilizzate del Centro-Nord sono diventati 85 undici anni dopo.
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