martedì 29 dicembre 2009
Novantacinque miliardi di euro (pari a 190.000 miliardi di vecchie lire) è il volume delle operazioni legate allo scudo fiscale. Lo rende noto con un comunicato il Tesoro, precisando che "su questo volume, il 98 per cento è fatto da rimpatri effettivi in Italia".
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Il comunicato del ministero dell’Economia, attesissimo da giorni, è arrivato a metà mattinata: nei tre mesi di scudo fiscale (da metà settembre al 15 dicembre) sono stati "sanati" quasi 95 miliardi di euro. Per il dicastero di Via XX Settembre è «uno straordinario successo», pari «a 190mila miliardi di vecchie lire – si precisa nella nota – e ben oltre 6 punti di Prodotto interno lordo». E che, soprattutto, ha comportato per le casse dello Stato, per effetto dell’aliquota agevolata del 5% che era prevista, un incasso netto di 4,75 miliardi di euro, 1 in più di quelli già utilizzati per coprire alcune voci (come 5 per mille, scuole paritarie, ricerca, ecc.) nella Finanziaria.Ma la buona notizia, non a caso specificata dal Tesoro, è anche un’altra, che marca peraltro una sensibile differenza rispetto ai due precedenti scudi (sempre con Giulio Tremonti ministro) del 2001 e del 2003, con i quali furono messi in regola nel complesso poco meno di 80 miliardi: «Il 98% è fatto da rimpatri effettivi in Italia», un «segno di forza della nostra economia e di fiducia nell’Italia. E anche – prosegue il comunicato dettato da Tremonti – di intelligenza», perché si ricorda che dopo la crisi finanziaria «l’impegno dei principali Paesi del G20 è infatti nel senso che: "Il tempo dei paradisi fiscali è finito per sempre"».Parole chiare, come lo sono i numeri di questo primissimo bilancio diffuso ieri. Il successo dell’operazione, definita qualche giorno fa da Tremonti stesso come «la più grande manovra mai fatta negli ultimi anni», è stato subito salutato con favore dal resto del governo. Il sottosegretario a Palazzo Chigi, Paolo Bonaiuti, ha evidenziato che sono «soldi che rientrano in circolo nel nostro Paese, per la difesa dei posti di lavoro esistenti e per la creazione di nuovi». «Bravo Giulio, dieci e lode», ha commentato Roberto Calderoli, il ministro della Semplificazione. Duro resta invece il giudizio del Pd: il governo «continua a insistere sul successo del condono fiscale», ma per Stefano Fassina la vera soddisfazione è «solo per evasori e criminalità organizzata» che hanno così ricevuto «un regalo».Quel che è certo è che, dopo aver superato le stime iniziali che accreditavano la sanatoria di 80 miliardi, il governo adesso ha in cassa un miliardo esatto aggiuntivo. Che, sulla carta, potrebbe ora essere messo a disposizione del decreto sugli incentivi allo studio per gennaio 2010; in aggiunta agli ulteriori fondi (come minimo 1,3 miliardi) attesi dalla riapertura dello scudo decisa dal governo con il decreto "mille-proroghe" varato il 17 dicembre. Al momento, come per lo scudo precedente, nella relazione che accompagna il decreto il gettito è "cifrato" simbolicamente a un euro, anche se fonti bancarie affermano che potrebbero rientrare ulteriori 30 miliardi di euro.Il Tesoro non ha ancora fornito, invece, le cifre sull’importo medio delle singole operazioni. È indicativo però che, secondo un recente studio dell’Associazione dei private bankers, il taglio medio dei rimpatri sarebbe di 550mila euro, inferiore cioè di oltre il 30% ai 900mila medi degli scudi 2001-2003. Segno, se questa tendenza fosse confermata, che stavolta lo scudo ha coinvolto in misura maggiore semplici cittadini.
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