lunedì 6 ottobre 2014

Non ancora un'inversione di tendenza ma il segnale di una ripresa di dinamismo nelle aziende

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Magari poco, ma nonostante la crisi gli stipendi crescono anche in questo difficile 2014. Le retribuzioni totali annue del settore privato in Italia, infatti, secondo il rapporto di OD&M Consulting (GI Group) sono cresciute dell'1,3% a 112.340 euro per i dirigenti, dell'1,7% a 23.884 per gli operai, mentre quasi invariate sono rimaste quelle dei quadri (+0,1% a 54.233 euro). Lieve rialzo, infine, per le retribuzioni degli impiegati (+0,7% a 28.757 euro).Nel periodo di osservazione (tra luglio 2013 e giugno 2014) la componente fissa è cresciuta sia per i dirigenti (+1,7%) sia per i quadri (+0,2%), mentre quella variabile è calata per entrambe le categorie (rispettivamente -1,8% e -1,2%). Anche per impiegati e operai l'aumento della retribuzione è stato determinato principalmente dalla componente fissa (rispettivamente +0,6% e +2%)."Il rapporto (che non è in grado di verificare l'impatto del bonus di 80 euro) non segnala ancora un'inversione di tendenza - spiega in una nota Simonetta Cavasin, general manager di OD&M Consulting - ma i dati sono comunque indicazione di una ripresa di dinamismo delle retribuzioni a livello gestionale. Le aziende, infatti, nell’ottica di contrastare sotto vari fronti la crisi e recuperare competitività, stanno riprendendo a gestire le politiche retributive per trattenere le figure chiave al loro interno, lavorando anche sui sistemi incentivanti ai quali è collegata la quota variabile della retribuzione”. Lo spaccato per regioni mostra che il Nord Ovest ha valori retributivi medi più alti per tutte le categorie. I dirigenti registrano il miglioramento più consistente nel Nord Est (+1,8%) e nel Centro (+4,4%), mentre gli operai prevalgono nel Nord Ovest (+3,1%) e gli impiegati nel Sud (+1,3%).
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