venerdì 21 giugno 2013
​Incrementi tendenziali maggiori sono: alimentari bevande e tabacco (5,8%); pubblici esercizi e alberghi (2,9%); legno carta e stampa e telecomunicazioni (2,5%). Si registrano, invece, variazioni nulle in tutti i comparti della pubblica amministrazione.
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​"Alla fine di maggio 2013 i contratti collettivi nazionali di lavoro in vigore per la parte economica riguardano il 47,7% degli occupati dipendenti e corrispondono al 46,3% del monte retributivo osservato". A rilevarlo è l'Istat. Nel mese di maggio l'indice orario delle retribuzioni contrattuali rimane invariato rispetto ad aprile e aumenta dell'1,4% rispetto a maggio 2012. "Complessivamente - riferisce l'Istat- nei primi cinque mesi del 2013 la retribuzione oraria media è cresciuta dell'1,4% rispetto al corrispondente periodo del 2012".Con riferimento invece ai principali macrosettori, continua l'Istituto, "a maggio le retribuzioni orarie contrattuali registrano un incremento tendenziale dell'1,9% per i dipendenti del settore privato e una variazione nulla per quelli della Pubblica amministrazione".I settori che a maggio presentano gli incrementi tendenziali maggiori sono: alimentari bevande e tabacco (5,8%); pubblici esercizi e alberghi (2,9%); legno carta e stampa e telecomunicazioni (2,5%). Si registrano, invece, variazioni nulle in tutti i comparti della pubblica amministrazione."Tra i contratti monitorati dall'indagine - conclude l'Istat - nel mese di maggio è stato recepito un solo accordo mentre due sono quelli scaduti. Inoltre, alla fine dello stesso mese la quota dei dipendenti in attesa di rinnovo è del 52,3% nel totale dell'economia e del 38,4% nel settore privato. L'attesa del rinnovo per i lavoratori con il contratto scaduto è in media di 24,1 mesi per l'insieme degli occupati e di 11,2 mesi per quelli del settore privato".
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