venerdì 10 novembre 2017
La proposta in tre emendamenti del Pd: sino a due euro per ogni volo o viaggio in nave nelle 14 città metropolitane
Una tassa sui viaggi aerei per finanziare le città metropolitane

Tra i tanti emendamenti al decreto fiscale collegato alla legge di bilancio ce n'è uno che sta già facendo discutere il mondo della politica e dei trasporti. E che di certo farà arrabbiare i cittadini. Vale a dire la proposta di Giorgio Santini (capogruppo Pd in commissione Bilancio del Senato) di introdurre una tassa di un euro per l’imbarco e un euro per lo sbarco da far pagare a chi viaggia in aerei che partono da aeroporti situati sul territorio delle 14 città metropolitane.

Tre emendamenti che prevedono, a partire dal 1 gennaio 2018, l’introduzione di una tassa biglietti aerei, che potrà essere rimodulata e variata dalle città metropolitane stesse che potranno aumentarle fino a un massimo di 2 euro.La tassa interesserebbe anche i passeggeri in partenza dai porti delle città metropolitane con un addizionale sempre di 1 euro, aumentabile a discrezione della città stessa a 2 euro per passeggero e sui diritti di sbarco a carico degli operatori marittimi. Per imbarchi e sbarchi in porti e aeroporti nella regione della città metropolitana ma fuori del confine amministrativo della città, la tassa potrebbe essere al massimo di un euro.

Gli emendamenti, com’era prevedibile, non sono stati ben accolti nè dalle compagnie aeree né dalle associazioni di categoria che sostengono, si tratterà di un ennesimo balzello sulle spalle dei cittadini, in questo caso dei passeggeri aerei “rafforzando lo squilibrio competitivo a favore del trasporto ferroviario non soggetto a tale prelievo. Una ulteriore tassa che potrebbe aumentare il costo del biglietto fino a 4 euro a passeggero per un viaggio di andata e ritorno e che si aggiungerebbe a quelle già esistenti, aventi finalità spesso del tutto estranee al trasporto aereo”.

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