giovedì 10 dicembre 2009
L'istituto di statistica registra una crescita dello 0,6% su settembre. Le previsioni degli economisti indicavano però un rialzo dell'1,5%. Su base annua il calo è del 14%
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Nel terzo trimestre 2009 il Pil è cresciuto dello 0,6% rispetto al trimestre precedente ed è diminuito del 4,6% rispetto al terzo trimestre 2008. Lo comunica l'Istat confermando la stima preliminare diffusa a novembre. Le previsioni degli economisti indicavano però un rialzo dell'1,5% su mese e un calo del 12,4% su anno.L'istituto di statistica conferma dunque oggi i dati sul pil del terzo trimestre già diffusi nella stima preliminare di novembre. Si conferma anche che è il primo dato trimestrale positivo dopo 5 trimestri negativi su base congiunturale.    Nel terzo trimestre dell'anno, rispetto al terzo trimestre 2008, le importazioni di beni e servizi sono aumentate dell'1,5%, mentre le esportazioni sono cresciute del 2,5%, gli investimenti fissi lordi e i consumi finali nazionali entrambi dello 0,3%.   L'aumento degli investimenti è stato determinato da una crescita del 4,2% degli investimenti in macchine, attrezzature ed altri prodotti; gli acquisti dei mezzi di trasporto sono rimasti stazionari mentre gli investimenti in costruzioni - riferisce sempre l'istituto di statistica - hanno registrato unadiminuzione del 2,1%.In termini tendenziali, le esportazioni sono diminuite del 18,3% e le importazioni del 14,9%. Gli investimenti fissi lordi hanno segnato nel complesso una diminuzione del 13,8%.   Nel terzo trimestre del 2009 si rilevano andamenti congiunturali positivi del valore aggiunto per l'industria in senso stretto (+2,8%), per il settore del credito, assicurazioni, attività immobiliari e servizi professionali (+0,6%) e per il settore che raggruppa le attività del commercio, alberghi e pubblici esercizi, trasporti e comunicazioni (+0,1%). Si rilevano diminuzioni congiunturali per l'agricoltura (-2,9%), per le costruzioni (-1,5%) e per gli altri servizi (-0,2%).   In termini tendenziali il valore aggiunto dell'industria in senso stretto diminuisce del 13,7%, quello delle costruzioni del 6,7%, quello dell'agricoltura del 4,7%, quello dei servizi dell'1,7%.
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