mercoledì 2 ottobre 2019
Alla vigilia del tavolo al ministero l’azienda comunica la cessione della divisione gelati a Optima e l’intenzione di continuare a produrre torroni e cioccolato in Piemonte
Lavoratori di Pernigotti protestano nel novembre del 2018 (foto Ansa)

Lavoratori di Pernigotti protestano nel novembre del 2018 (foto Ansa)

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C’è una positiva svolta a sorpresa nella vicenda di Pernigotti. La proprietà turca Toksoz ha trovato l’accordo per cedere la produzione di gelati e ha deciso di continuare a produrre torroni, praline e cioccolato nello storico stabilimento di Novi Ligure, dove lavorano 92 persone con circa un centinaio di interinali coinvolti nei momenti di alta produzione. L’annuncio è arrivato ieri, alla vigilia del tavolo convocato per oggi al ministero dello Sviluppo economico con azienda e sindacati.

La minaccia di chiusura della fabbrica di Novi Ligure

Le cose, per la fabbrica attiva dal 1860, sembravano mettersi molto male. Nel novembre dello scorso anno Toksoz, che nel 2013 ha comprato Pernigotti dalla famiglia Averna (quelli del famoso amaro), aveva annunciato la decisione di chiudere lo stabilimento piemontese per affidare la produzione italiana a marchio Pernigotti a fornitori esterni. Già molti prodotti Pernigotti sono realizzati in Turchia. I 92 dipendenti sono stati messi in cassa integrazione e lo scorso febbraio la fabbrica è stata chiusa.

L'accordo di agosto con Emendatori e Spes

Intanto al ministero si lavorava per trovare una soluzione che salvasse i posti di lavoro. A inizio agosto era stato annunciato un accordo. Pernigotti teneva per sé solo il marchio, cedeva il brand “Maestri gelatieri” e tutta l’attività di produzione di gelati all’imprenditore emiliano Giordano Emendatori, e vendeva alla cooperativa Spes di Torino la produzione di cioccolato e torrone. Quell’intesa però è stata annullata un pezzo alla volta. Prima è saltato l’accordo con Emendatori, quindi (la settimana scorsa) quello con Spes. Il futuro della fabbrica sembrava compromesso.

Il tipico gianduiotto di Pernigotti in mano a un manifestante davanti al ministero dello Sviluppo economico (foto Ansa)

Il tipico gianduiotto di Pernigotti in mano a un manifestante davanti al ministero dello Sviluppo economico (foto Ansa)


La decisione di restare

In realtà, come è emerso ieri, l’azienda ha cambiato strategia. Ha trovato un nuovo interlocutore per la divisione “Ice&Pastry”, quella del gelato: passa tutto al Gruppo Optima, tra i leader mondiali nella produzione di ingredienti per gelato. Mentre per il resto si tornerà alle origini. Pernigotti ha comunicato che «manterrà la proprietà dell’intero sito produttivo di Novi Ligure garantendo la produzione di preparati per gelato, cioccolato, praline e torrone – già ripartita dal 23 luglio scorso – tramite l’impiego del personale, dei macchinari e dello storico know-how».

Oggi, al tavolo al ministero, l’azienda avrà modo di dare maggiori dettagli della sua nuova strategia. I sindacati aspettano garanzie e impegni sull’occupazione: non si può escludere che Toksoz abbia pensato di gestire direttamente la redditizia produzione di torroni e dolciumi per la stagione natalizia per poi riaprire la crisi quando si sarà garantita un magazzino sufficiente.

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