mercoledì 1 novembre 2017
Nel III trimestre 2017, il Confidence Index indica un arresto nella crescita di ottimismo, tuttavia per sei professionisti su dieci bastano sei mesi per ricollocarsi
Manager, ecco cosa spinge a cambiare lavoro

Uno scenario in chiaroscuro. È quanto fotografa il Confidence Index di Page Group che, nonostante la crescita degli indicatori economici di questi ultimi mesi, evidenzia una bassa fiducia nel mercato del lavoro tra gli italiani, lasciando l’Italia fanalino di coda in Europa. L’indice, ottenuto attraverso la somministrazione di oltre 6mila questionari ai candidati per opportunità professionali a livello di middle e top management, ha rilevato, nel terzo trimestre di quest’anno, una stasi nella crescita della fiducia in tema di lavoro.

Tuttavia, analizzando nello specifico le tempistiche di ricerca si rintracciano trend più ottimisti: sei professionisti su dieci (58%) dichiarano di poter trovare un nuovo lavoro entro sei mesi. A motivare la ricerca di una nuova posizione nella maggior parte dei casi non è la componente salariale, indicata dal 29% del campione, ma la volontà di sviluppare nuove competenze (39%) o l’impressione che presso la realtà attuale non vi siano sufficienti prospettive di crescita professionale (30%).

A indicare che l’ambizione, più che la necessità, sia uno dei principali aspetti per la ricerca di un nuovo lavoro da parte di manager e professionisti, il fatto che il 47% dei rispondenti entrati in contatto con PageGroup per valutare opportunità lavorative sia in possesso di un contratto a tempo indeterminato e il 45% del campione si dichiari generalmente soddisfatto delle proprie condizioni lavorative.

Anche in questa edizione del Confidence Index i professionisti italiani, nel valutare una potenziale opportunità lavorativa, dimostrano di essere più attenti dei colleghi europei al quadro valoriale che l’azienda propone e tra i principali fattori che influenzano la scelta di un’azienda indicano i forti valori etici (21%) e un adeguato work life balance (20%).

Meno incoraggianti i risultati rispetto alla situazione economica generale, con tre candidati su quattro che si dichiarano pessimisti sulle condizioni generali del mercato attuale (75%). Tuttavia, soffermandosi sul mercato del lavoro in particolare, le aspettative positive nel futuro sono leggermente più alte con il 34% dei candidati che prevede un miglioramento in termini di occupazione.


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