martedì 10 giugno 2014
Debutta la variante benzina+elettrico del Suv giapponese: è ​il primo prodotto di una nuova generazione la cui tecnologia verrà applicata ai futuri modelli della gamma Mitsubishi
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​Sorprende sapere che per un costruttore giapponese, in questo periodo di crisi dove sembra che si vendano macchine solo nei nuovi mercati, l’Europa rappresenti ancora un’area chiave per la crescita. Secondo Moreno Seveso, general manager di Mitsubishi Motors «l’Europa ha contribuito al raggiungimento dei risultati globali crescendo, con + 21.000 unità vendute, dell’11%. Dopo l’Asia, infatti, per noi è il mercato più importante».

Seveso che, durante la presentazione italiana del nuovo Outlander PHEV (Plug-in Hybrid Electric Vehicle), ha fatto anche il punto della situazione rivelando strategie e obiettivi di Mitsubishi: «Il 2013 ha rappresentato per noi un anno di crescita dei principali indicatori di performance e il record in termini di profitti. Con un investimento di 80 miliardi di yen all’anno, entro il 2016 intendiamo consolidare il trend positivo attraverso una crescita importante di fatturato». E, ovviamente, per crescere di fatturato è necessario aumentare i volumi. Come? Con l’introduzione di nuovi modelli strategici per Mitsubishi nei segmenti Crossover, SUV e Pick up. In pratica, quelli dove il costruttore giapponese, nel corso della sua storia, ha avuto maggiori soddisfazioni, spesso ponendosi come pioniere o punto di riferimento.

In questo contesto si inserisce il nuovo Outlander PHEV che rappresenta il primo prodotto di una nuova generazione la cui tecnologia verrà applicata ai futuri modelli della gamma. L’Outlander PHEV – precisa il general manager Seveso – rappresenta l’intersezione fra la storia e lo sviluppo futuro di Mitsubishi”. Si tratta della prima vettura progettata sin dall’origine per essere dotata di motorizzazioni tradizionali, quindi benzina e diesel, e motorizzazioni alternative (ibride e elettriche). Dunque un “eco-crossover” che non nasce dall’oggi al domani, ma da un know how di lunga data. Tutto cominciò, infatti, nel 1966 quando fu prodotto il Minica EV, il primo SUV elettrico fornito alle compagnie elettriche e al governo giapponese, evoluzione proseguita poi con i modelli Libero EV,  Eclipse EV, Colt EV fino ad arrivare alla piccola i-MiEV.

Lo schema della nuova Outlander PHEV - denominato Mitsubishi Full Range Electric - è tecnologicamente all’avanguardia, un po’ complicato per i comuni mortali ma semplicissimo da usare; nel senso che la “macchina” fa tutto da sola e il conducente non deve fare altro che schiacciare un pulsante. Sotto il cofano trova spazio il motore termico da 2.0 litri capace di erogare 121 CV e 190 Nm di coppia massima che genera energia elettrica e, quando necessario, fornisce trazione; alla sua sinistra i tecnici hanno posizionato un motore elettrico da 82 CV e 137 Nm più un generatore attivato dal motore a benzina. Al centro, sotto il pianale, si trova il pacco batterie agli ioni di litio, raffreddato ad aria, più il serbatoio che nel modello è di 45 litri contro i 60 delle versioni benzina e diesel. Al posteriore, infine, è posizionato un secondo motore elettrico (82 CV e 195 Nm) più inverter.

Come funziona? E molto semplice. L’auto, in funzione della situazione, adotta (in modo automatico) la modalità di erogazione più efficiente – privilegiando quella elettrica ovviamente – che comunque può essere gestita anche manualmente. La prima  - denominata EV - prevede una propulsione 100% elettrica dove la vettura è alimentata dai due motori elettrici anteriore e posteriore, l’energia arriva dalla batteria di trazione e si può viaggiare fino alla velocità massima di 120 km/h con una autonomia di ben 52 km. In modalità in Serie, la vettura è alimentata dai due motori elettrici e il motore endotermico entra in funzione (e si arresta) automaticamente solo per avviare il generatore e ricaricare la batteria “in viaggio”. In caso di sorpassi, guida in salita o manovre che richiedono più dei 60 kW forniti dalla batteria, il sistema PHEV OS rileva il consumo eccessivo di energia si attiva per compensare l’ammanco. La modalità in Parallelo, infine, interviene  alle alte velocità: il motore endotermico è più efficiente rispetto ai motori elettrici, e viene attivato come propulsore primario mentre i due motori elettrici rimangono comunque in funzione per integrare l’azione del benzina (trazione integrale elettrica permanente). Quanto si ritorna a viaggiare a velocità inferiori, il sistema tende a tornare in modalità Series Hybrid o Pure EV al di sotto dei 120 km/h.

Come si ricarica? In Plug-In, ovverosia con ricarica normale-domestica, per la quale servono 5 ore. Con il tasto “Charge”  che si trova sotto la leva del cambio. Questa ricarica deve essere fatta a vettura ferma e in 40 minuti si otterrà l’80% di energia. Un altro modo è tramite la frenata rigenerativa con leve al volante che consentono di adattarla in 6 livelli in funzione del tipo di percorso mentre, la ricarica più all’avanguardia è quella effettuabile tramite una specifica App che permette di impostare il timer, per la ricarica, monitorare il tempo di ricarica rimanente e impostare il sistema di riscaldamento e di raffreddamento.
 
La prova. Esteticamente, se non fosse per il logo plug-In, non si noterebbe la differenza con le versioni tradizionali a benzina e diesel. Le linee sono eleganti, belli i gruppi ottici e più che accettabili le dimensioni che permettono una buona maneggevolezza e guidabilità anche in città. L’accessibilità è buona, la posizione di guida è ben rialzata, piace il design degli elementi del cruscotto, il volante è ben impugnabile mentre i montanti anteriori penalizzano la visibilità, soprattutto in curva. Per i passeggeri anteriori lo spazio è ottimo, un po’ meno per quelli posteriori (per due persone è più che sufficiente, ma in tre si sta un po’ stretti) mentre il volume del bagaglio, tenuto conto dell’architettura della vettura, non è assolutamente sacrificato. Il motore c’è, risponde bene in tutte le condizioni di guida, così come lo sterzo che ci è sembrato fluido e preciso. L’unica incertezza riguarda i consumi dichiarati (1,9 litri x 100 km) che a noi, obiettivamente, sembrano un po’ pochini. E’ vero che tutti i costruttori fanno questi test nelle condizioni più favorevoli ma, nell’utilizzo quotidiano, i valori cambiano decisamente.
 
I prezzi. La nuova Outlander PHEV è disponibile sul mercato italiano in due allestimenti entrambi molto completi. L’entry level Instyle che vale 44.900 euro, e il top di gamma Instyle Diamond proposto al prezzo di 48.900 euro. Per il primo, in opzione, è offerto il Navi PHEV a 2.100 euro e il metallizzato a 700 euro mentre solo per l’Instyle Diamond, sempre in opzione, è disponibile il Premium pack a 1.000 euro composto da ACC (Adaptive Cruise Control), FCC (Foward Collisione Mitigation) e LDW (Lane Departure Warnibg). 
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