lunedì 7 dicembre 2020
Si prevedono 100 mila nuovi occupati l’anno tra periti industriali e termotecnici, collaudatori, ingegneri, geologi, cappottisti, progettisti impianti tecnologici
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Il super bonus introdotto dal decreto Rilancio di quest’anno, come noto, eleva al 110% l’aliquota di detrazione delle spese sostenute per gli interventi nell’ambito dell’efficienza energetica, di interventi antisismici, di installazione di impianti fotovoltaici o delle infrastrutture per la ricarica dei veicoli elettrici negli edifici. L’impatto per l’Italia di tale misura sarà molto elevato tenendo conto che i nostri edifici sono secondi in Europa per dispersione energetica e per emissione di CO2. Il loro adeguamento, inoltre, rientra nel quadro degli obiettivi dell’UE per il clima e l’energia per il periodo 2021-2030. Oltre al forte impatto che l’agevolazione avrà in termini generali sul sistema economico darà anche un grande impulso occupazionale verso figure professionali di diverse attività e settori produttivi.

Le professioni più richieste. I settori e gli ambiti che saranno più coinvolti dal super ecobonus saranno soprattutto quelli dell’edilizia e settori collegati, come l’ambito assicurativo, gli esperti e consulenti fiscali e legali, le società di progettazione e manutenzione, società finanziarie, amministratori di condominio, commercialisti. Nello specifico le professioni più richieste sono: periti industriali e termotecnici, collaudatori, ingegneri, geologi, cappottisti, progettisti impianti tecnologici, e altre figure connesse. Dall’osservatorio Orienta, nel dettaglio, in queste settimane si stanno registrando percentuali di aumento di richieste di figure a seguito dell’avvio del super bonus, tra cui: Elettricisti (+ 13%), Idraulici (+8%), Caldaisti (+6%), Operai edili e produzione materie edili (+6%), Ingegneri (+5%), Amministrativi (+4%), Geometri (+3%), Serramentisti (+3%), Termoidraulici (+3%), Carpentieri (+ 3%), Contabili (+3%). Si prevede, inoltre, per il 2021 un impatto con percentuali a due cifre.

I dati. In un triennio - sebbene il provvedimento di agevolazione scade a dicembre 2021 ma è già in cantiere la proroga – si prevede un impatto sul Pil del super bonus di tre punti percentuali con una crescita di 63 miliardi di euro e una media di incremento occupazionale di 100mila addetti l’anno compreso l’indotto (stima Ance, Associazione nazionale dei costruttori). Se a questi numeri aggiungiamo, poi, le risorse che lo Stato prevede di investire in infrastrutture per un valore stimato di 190 miliardi per i prossimi dieci anni (grazie anche alle risorse e ai fondi europei), le prospettive del settore sono ampiamente in rialzo.

«Il super bonus del 110% sul valore delle ristrutturazioni edilizie, sia a livello infrastrutturale che per l’edilizia residenziale, avrà un forte impatto sullo sviluppo economico del Paese e l’intero settore delle costruzioni svolgerà un ruolo significativo come traino della ripresa con evidenti impatti positivi sul piano occupazionale – spiega Giuseppe Biazzo, amministratore delegato di Orienta -. Il mercato del lavoro del comparto, compreso tutto l’indotto e i settori collegati, trarranno un enorme beneficio sia in termini quantitativi, con oltre 100mila nuovi occupati l’anno, ma anche in termini qualitativi, tenuto conto dell’impatto sulle politiche energetiche e ambientali, il ricorso a nuove tecnologie e la conseguente domanda di profili professionali maggiormente qualificati».

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