giovedì 13 luglio 2017
Martedì 18 luglio verrà illustrato il "Voluntary national review" del governo. Obiettivo a medio termine superare la crisi economica facendo ripartire l'industria
L'Italia presenta la sua strategia al Palazzo di Vetro

Obiettivi Onu, l’Italia debutta al Palazzo di vetro con il suo documento sulle strategia a medio e lungo termine per centrare i 17 punti programmatici dell’Agenda 2030. Martedì prossimo a New York l’High level political forum (Hlpf) passerà in rassegna il lavoro fatto sino ad oggi e il cammino dei prossimi 13 anni. Tra i 40 paesi che quest’anno hanno accettato di sottoporre al giudizio mondiale le proprie strategie c’è anche l’Italia che ha presentato la sua prima «Voluntary national review» per il triennio 2017-2020. Un testo che corrisponde in larga parte alla bozza della «Strategia nazionale di Sviluppo sostenibile» all’esame di Palazzo Chigi.

Il documento è stato messo a punto dal governo con la collaborazione di oltre 200 ong, amministrazioni pubbliche e locali, università e agenzie di ricerca quali Ispra, Cnr e Istat e ogni anno verrà aggiornato. Una sorta di programma quadro insomma nel quale però mancano cifre e date (che arriveranno alla fine del 2017). Attraverso il raggruppamento dei 17 obiettivi e dei 169 target in cinque capitoli che corrispondono ad altrettante P (People, Planet, Prosperity, Peace e Partnership) vengono fotografate le tendenze degli ultimi dieci anni e le misure varate dal reddito di inclusione al decreto Casa Italia legato alla ricostruzione post-terremoto. Per ogni tematica sono segnalati gli specifici obiettivi nazionali legati a quattro principi ispiratori: integrazione, universalità, inclusione e trasformazione. Le priorità individuate riflettono le difficoltà legate alla crisi economica mondiale che ha prodotto «l’aumento delle diseguaglianze e delle migrazioni, forti mutazioni nel mercato del lavoro e nelle tendenze demografiche».

L’impegno del governo per i prossimi cinque anni sarà quello di riportare l’Italia ai livelli pre-crisi, migliorando il benessere socio-economico dei cittadini diminuendo «la povertà, le discriminazioni e la disoccupazione, in particolare tra le donne e i giovani» e sostenendo la «quarta rivoluzione industriale» vale a dire l’innovazione in tutti i settori in modo che le aziende italiane tornino ad essere competitive. Tra gli obiettivi principali anche quelli ambientali con la riduzione dell’inquinamento e la promozione delle energie rinnovabili.

«Siamo sulla strada giusta, la pubblicazione del documento dimostra la volontà del governo di rispettare gli impegni presi» commenta Enrico Giovannini, portavoce dell’Asvis, agenzia per lo sviluppo sostenibile composta da 150 organizzazioni che si battono per la sensibilizzazione sui temi dell’Agenda 2030. Al momento l’Italia è molto lontana dal traguardo: verrebbe bocciata in sette obiettivi e rimandata in altri dieci. «Sull’educazione ad esempio siamo dieci anni indietro rispetto alla media europea» spiega Govannini.

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