martedì 5 marzo 2013
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«Gentile Signore/a, La informiamo che abbiamo verificato il Suo diritto all’assegno per il nucleo familiare corrisposto per il periodo dal 1° luglio 2011 al 30 giugno 2012. Dalla verifica è emerso che Lei ha riscosso somme non dovute per un importo complessivo pari a Tot euro e, pertanto, siamo costretti a recuperare tali somme direttamente sulla Sua pensione, a decorrere dalla rata di aprile 2013, in X rate mensili». E’ questa – parola in più, parola in meno – la missiva che in questi giorni stanno per ricevere numerosi pensionati pubblici da parte dell’Inps (ex gestione Inpdap). Una lettera che avvisa l’avvenuta conclusione dei controlli fatti dall’istituto di previdenza sui i redditi dell’anno 2010. Si tratta della consueta operazione di verifica, nei confronti dei pensionati titolari di Anf, delle situazioni reddituali influenti sulla misura della prestazione; l’Inps l’ha condotta acquisendo direttamente dall’amministrazione finanziaria i redditi influenti. Nei casi in cui l’importo dell’assegno erogato nel periodo sia risultato superiore a quello spettante, con la rata di pensione di aprile 2013 viene posto in recupero l’importo eccedente rispetto a quanto dovuto. Ai pensionati interessati verrà recapitata la lettera con cui saranno comunicati l’importo del debito e le relative modalità di recupero delle somme erogate e non spettanti. La trattenuta sarà nei limiti di un quinto dell’importo complessivo della pensione, con un recupero in un massimo di 60 rate. Nei casi in cui la rateizzazione massima non sia sufficiente ad estinguere totalmente il debito, l’Inps procederà a convocare il pensionato per concordare le modalità di rifusione di quanto non recuperato con le trattenute sulle pensioni. Il pensionato, entro 30 giorni dalla ricezione della nota riferita alla verifica effettuata, potrà recarsi presso la sede territoriale dell’Inps che ha in carico la gestione della sua pensione per presentare eventuale documentazione che ritenga utile al chiarimento della propria posizione accertata. Infine, qualora il pensionato presenti un’autodichiarazione dei redditi riferita all’anno reddituale 2011, le sedi potranno procedere direttamente ad aggiornare gli importi dell’assegno in pagamento.
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