venerdì 25 gennaio 2019
A Castellaneta (Taranto) prevista l'assunzione di 38 persone per un’attività di trasformazione dei frutti del melograno
Nuovo stabilimento in Puglia
COMMENTA E CONDIVIDI

Un nuovo stabilimento a Castellaneta (Taranto) per un’attività di trasformazione dei frutti del melograno. Con un investimento complessivo di 19,8 milioni di euro, di cui 9,5 milioni di euro come agevolazione concessa. A realizzarlo Masseria Fruttirossi, grazie al contratto di sviluppo, l’incentivo gestito da Invitalia (l’Agenzia nazionale per lo sviluppo), che sostiene gli investimenti di aziende di grandi dimensioni, e di cui l'impresa pugliese nata nel 2016 ha beneficiato.

L’iniziativa proposta per il contratto di sviluppo, infatti, era finalizzata proprio alla realizzazione di una nuova unità produttiva riguardante la lavorazione e trasformazione del melograno, per la vendita sia del frutto fresco dopo un'apposita fase di selezione, sia per l’ottenimento di sottoprodotti per il mercato del fresco e del surgelato, fino alla produzione di succhi da prodotto fresco o da concentrato. Il programma di sviluppo è stato avviato nel settembre 2016, mentre il termine di realizzazione è previsto per il 31 giugno 2019, salvo richiesta di proroga. Il programma, dunque, risulta quasi completato e l’impatto occupazionale a regime è di 38 addetti.

«Il contratto di sviluppo è servito nella nostra realtà come strumento di sicuro interesse e di incentivo per ciò che abbiamo realizzato: è risultato uno strumento molto valido - afferma Dario De Lisi, Sales Dept di Masseria Fruttirossi Srl -. In questo percorso, Invitalia è stato un partner importante: abbiamo trovato persone professionali, disponibili, che hanno sicuramente dato il loro supporto per l'attuazione del nostro progetto. In generale, riteniamo il contratto di sviluppo sicuramente uno strumento valido che consente alle imprese di realizzare i propri progetti, in maniera particolare al Sud. Poiché può costituire una inversione di tendenza rispetto a quello che vediamo solitamente, cioè l'emigrazione dei giovani professionisti meridionali che, in assenza di strumenti validi come può essere appunto il contratto di sviluppo, sono spesso costretti a realizzare i propri sogni altrove. In questo modo, invece, si dà concretezza e si dà la possibilità a chi dovesse avere delle valide idee di poterle attuare e di attuarle nel proprio territorio».

© Riproduzione riservata
COMMENTA E CONDIVIDI

ARGOMENTI: