martedì 1 febbraio 2022
Dopo due anni di pandemia una riflessione per comprendere quale possa essere in futuro l'integrazione tra analogico e digitale, tra fisico e tecnologico
Una ragazza protesta contro la Dad, seguendo le lezioni davanti alla sua scuola

Una ragazza protesta contro la Dad, seguendo le lezioni davanti alla sua scuola - Ansa

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In occasione della Giornata Mondiale Onu dell'educazione, la Sirem (Società Italiana sulla Ricerca Mediale) in collaborazione con Skilla, propone una riflessione sull'impatto di due anni di Covid sulla didattica e rivede il "Manifesto sulla Didattica a Distanza" pubblicato nel 2020 da Avvenire.it. Questi due anni hanno accelerato cambiamenti già in atto e il mondo dell'apprendimento, nelle scuole e nelle aziende, sta sperimentando importanti innovazioni che caratterizzeranno il nostro futuro.

Ecco i punti cardine del manifesto che si può consultare sul sito di Sirem:

1) Le nuove sfide dell'apprendimento

Ricorsività continua, per tutto l'arco della vita, tra formazione e vita lavorativa. La continua e rapida evoluzione delle tecnologie, professioni, vita sociale, richiede un continuo aggiornamento. Ibridazione tra apprendimento formale, non formale e informale. L'apprendimento della persona avviene ormai in una pluralità di ambienti, fisici e virtuali, e con diversi format. Apprendere ad apprendere, per tutto l'arco della vita, è la competenza chiave del nostro tempo ed è questa una delle sfide e delle evoluzioni necessarie dei nostri sistemi formativi. Un apprendimento sempre più personalizzato ed adattato a situazioni, storie, stili di apprendimento.

2) Un nuovo stile di insegnamento

L'interazione di chi insegna e chi apprende, con una didattica sempre più attiva e coinvolgente è alla base della riflessione e della costruzione di una conoscenza situata. Il formatore evolve continuamente, è sempre più designer di ambienti di apprendimento, gestore di processi trasformativi, crea le basi per la ricorsività tra immersione e distanziamento. Il docente offre input e accompagna l'altro aggregando frammenti di conoscenza, di emozioni e di esperienze, con le modalità del modeling, coaching e scaffolding nella costruzione, una traiettoria personale e professionale.

3) Valutazione come apprendimento

La relazione tra formazione e valutazione rimane centrale, ma dalla valutazione dell'apprendimento (assessment of) si è passati alla valutazione per l'apprendimento (assessment for) e, ora, alla valutazione come apprendimento (assessment as). Oggi nella didattica per competenze e su compiti autentici valutare significa cogliere la coerenza tra idea progettuale e processo attuato, entrando in empatia con la prospettiva del soggetto in apprendimento. Il formatore stimola in questo modo una delle competenze fondamentali dell'epoca attuale, la learning agility e la valutazione favorisce pratiche auto-valutative e di valutazione tra pari. La valutazione diventa anche competenza di chi apprende.

4) Dopo l'emergenza: piste di lavoro

La riflessione deve andare oltre la polemica su DAD o non DAD e comprendere quale possa essere in futuro l'integrazione profonda tra analogico e digitale, tra fisico e tecnologico, quello che in letteratura viene descritto come Phygital. Il digitale entra nella quotidianità dell'aula.Si parla di conoscenza situata come combinatoria di frammenti cognitivi, emozionali ed esperienziali. Il digitale ha nel proprio DNA i processi di aggregazione. Un unico linguaggio (il bit) è usato per testi, immagini, video e suoni e questo permette di assemblare, confrontare, selezionare, gerarchizzare e clusterizzare frammenti diversi. Negli eco-sistemi formativi ognuno di noi attraversa nella propria giornata molti ambienti diversi tra loro. Il digitale supporta la costruzione di una rete di contatti e di significati con grandi potenzialità di apprendimento. La focalizzazione sulle competenze richiede l'attivazione di processi riflessivi, valutativi e autovalutativi, di un feedback ricorsivo tra immersione e distanziamento, tra docenti e studenti. In tale direzione un contributo potrebbe venire dal digitali, in generale e dall'intelligenza artificiale e dalla robotica sociale, in particolare. La relazione tra tecnologia e inclusione è stata da tempo sperimentata con successo, non solo nella direzione di sussidi, ma anche per l'adozione di modelli di rappresentazione diversi della conoscenza e di metodi di studio e di stili di apprendimento.

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