mercoledì 6 aprile 2016
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BARLINO C’è tanta Germania nei Panama Papers. Non solo per il numero di persone, banche, aziende coinvolte nella vicenda ma anche perché il mondo sta venendo a conoscenza del più grande caso di leak di dati della storia grazie a una talpa della Süddeutsche Zeitung. «È un anno che lavoriamo su questi file. Ci contattò un nostro informatore da Panama che ci chiese se eravamo interessati a ricevere dati in merito a pratiche di evasione fiscale. Abbiamo risposto subito di sì ed abbiamo iniziato a ricevere una montagna di file che abbiamo subito condiviso con il consorzio internazionale di giornalismo investigativo con base a Washington, composto da 307 giornalisti di 70 Paesi diversi», ha spiegato alla tv pubblica Ard, il giovane giornalista della Süddeutsche, Bastian Obermayer che ha aggiunto – : «Fin dal primo momento abbiamo capito che ci trovavamo di fronte ad un sistema consolidato, direi un mondo parallelo della finanza creato per nascondere soldi e soprattutto i titolari dei soldi». Il quotidiano tedesco ha inoltre sottolineato come l’informatore non abbia voluto alcuna ricompensa monetaria, e abbia chiesto come controprestazione solo misure di sicurezza che gli garantissero l’anonimato. Il quotidiano tedesco ha anche precisato che finora non ha passato informazioni alle procure della Germania, forse per timore di incorrere in cause legali per violazione della privacy. Ma le autorità tedesche hanno superato il problema e già sarebbero in possesso di gran parte delle Panama Papers. Gli organi di informazione infatti ieri per tutto il giorno hanno fatto rivelazioni scottanti. Coinvolti almeno 1.000 cittadini tedeschi, ma anche medie e piccole imprese e iniziano a spuntare nomi anche di mutinazionali come la Siemens. Nel mirino dei media sono finite soprattutto le banche. Ben 14 istituti bancari tedeschi, in particolare Deutsche Bank, Hamburger Bank, Commerzbank avrebbero creato circa 1200 società offshore. Le banche tedesche come anche altre banche, italiane comprese, realizzavano le società offshore per conto dei propri clienti, rivolgendosi appunto allo studio Mossack Fonseca. Un’operazione che in realtà non è illegale, ma a quanto sembra starebbero venendo alla luce società offshore di banche tedesche e non solo in cui il capitale è rappresentato da azioni al portatore, non nominative e quindi di queste è praticamente impossibile risalire al vero intestatario. Un imponente meccanismo di evasione fiscale congegnato dallo studio legale panamense, di cui uno dei fondatori è Jürgen Mossack. Nato in Germania, è emigrato subito dopo la Seconda Guerra Mondiale insieme alla famiglia a Panama, dove ha conseguito la laurea in giurisprudenza e ha iniziato la sua carriera di avvocato. © RIPRODUZIONE RISERVATA
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