mercoledì 28 gennaio 2015

L'accordo, che coinvolge Ministero, Anci e Forum del Terzo settore, è finanziato con 10 milioni di euro per due anni

Lavoro volontario (assicurato) per i Cassaintegrati
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Per chi è disoccupato o in cassaintegrazione arriva la possibilità di lavorare in maniera volontaria per la propria comunità, coperto dall'assicurazione Inail. E' questo il frutto di un accordo firmato al ministero del Lavoro dal ministro Giuliano Poletti, dal presidente dell'Anci Piero Fassino e dal portavoce del Forum del Terzo settore Pietro Barbieri.

L'obiettivo è duplice: da un lato evitare che le persone che hanno perso un lavoro o si trovano sospesi in cassa integrazione restino a casa senza far nulla (o peggio: lavorino in nero); dall'altro per i Comuni poter contare su un aiuto volontario, organizzato, per assicurare servizi alla persona o svolgere lavori socialmente utili. Un modo, per chi riceve sussidi pubblici, di sentirsi utile, "restituendo" alla comunità qualcosa in termini di tempo e di impegno professionale. Il tutto coordinato dalle associazioni di volontariato del Terzo settore e coperto appunto dall'Inail per l'assicurazione contro gli infortuni.

Il progetto è stato denominato #diamociunamano e dovrebbe essere operativo già a partire dafebbraio, grazie a un fondo di 9,8 milioni di euro in due anni, quanto basta per coinvolgere circa 19 mila persone per un intero anno.

"I Comuni e le associazioni potranno scegliere liberamente i settori in cui intervenire, mentre al Ministero competerà la realizzazione dell'infrastruttura operativa - ha spiegato il ministro Poletti -. Invitiamo pertanto le persone a collaborare nella logica di una condivisione di responsabilità".

Per il presidente dell'Anci Piero Fassino il progetto "ha un valore morale perché consente a chi usufruisce di un sostegno al reddito di restituire qualcosa alla collettività, può agevolare la ricerca di una nuova occupazione e permetterà agli enti locali una migliore erogazione dei servizi".

Soddisfatto il portavoce del Forum del Terzo settore, Pietro Barbieri, secondo il quale "l'idea di #diamociunamano mette al centro il tema delle persone che vivono con difficoltà questo momento di crisi. Bisogna evitare infatti di abbandonare al proprio destino le persone, per questa ragione il progetto è assimilabile a una sorta di servizio civile volontario, per il quale intendiamo mettere a disposizione anche crediti formativi. Credo - ha precisato - che i settori più interessati sarannoquello socio-assistenziale e sanitario".

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