domenica 15 maggio 2016
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Cresce in Italia il 'car pooling', che fa risparmiare soldi e CO2 MILANO Da Nord a Sud, in tutte le grandi città italiane prende sempre più piede il car pooling aziendale, ovvero un sistema collaudato di condivisione dell’automobile tra dipendenti di una stessa azienda. Milano, Roma, Napoli e Torino sono in testa alla classifica di questa 'rivoluzione' a quattro ruote che è, di fatto, la sorella minore del car sharing: l’uti- lizzo a tempo di automobili a noleggio per sposarsi da una parte all’altra della città dribblando le ztl e la difficile ricerca di parcheggi (vi sono spazi dedicati). E se con il car sharing si affitta da una società un’auto per alcune ore, col car pooling un automobilista mette a disposizione i posti vuoti che ha nella propria vettura in cambio di un piccolo contributo per le spese. Qui, dunque, il passo avanti – oltre al classico risparmio economico che si ha anche con il car sharing – riguarda l’inquinamento e il traffico, ridotti esponenzialmente senza rinunciare comunque alla comodità. Così, un po’ per ragioni economiche e un po’ per ragioni di sostenibilità ambientale (tema molto caro oggi alle imprese), il car pooling aziendale ha iniziato a prendere sempre più piede coinvolgendo piccole e grandi aziende in tutta Italia. Attraverso siti come Jojob (a cui si è unito per il carpooling aziendale di recente anche Bringme), Roadsharing, Carpooling. it e Blablacar.it, chi ha un’auto la mette a disposizione di chi cerca un passaggio, a una tariffa prestabilita. Guardando ai numeri, secondo Jojob (uno dei principali operatori di car pooling per le società con più di 800 dipendenti e per le istituzioni pubbliche con più di 300 lavoratori), in soli tre mesi, i suoi associati hanno evitato di immettere nell’atmosfera 30 tonnellate di CO2. In termini economici, invece, considerando un percorso medio registrato per tratta di 42 km al giorno, gli analisti della la startup torinese hanno calcolato in 1.660 euro il possibile risparmio annuale per la sola benzina, per coloro che impiegano in maniera costante il car pooling per recarsi al lavoro. Più di 150mila chilometri sono stati certificati, cosi come 4.700 viaggi condivisi. Alla piattaforma online di Jojob, che permette ai dipendenti delle varie aziende di verificare la disponibilità con i colleghi di 'passaggi' casa- ufficio o viceversa, hanno aderito di recente alcune importanti aziende come Findomestic, Unicoop Firenze, Amazon, Alstom, Salvatore Ferragamo e Ovs. E il bacino potenziale sarebbe di 50.000 utenti. Il bello di Jojob è che quantifica immediatamente il 'bene' che si fa all’ambiente, grazie alla capacità della app di calcolare la CO2 risparmiata dopo ogni tragitto percorso in carpooling. Inoltre, per le società che se ne dota, l’utilizzo di questa soluzione di mobilità permette di ottenere certificazioni ambientali ed energetiche che possono andare a vantaggio della politica aziendale 'green': i dati reali d’impiego del car pooling sono, infatti, accessibili ai manager tramite la piattaforma online. Guardando agli altri operatori, sono ormai oltre 25 milioni gli utenti di BlaBlaCar, il servizio attivo in 22 Paesi diversi che non si limita ai viaggi aziendali, ma anche a quelli che riguardano in generale gli sposamenti da una meta all’altra. Sempre a livello internazionale uno dei servizi più noti è quello offerto da carpooling.com, portale attivo in ben 10 nazioni europee secondo cui ogni mese 1 milione di persone si sposta grazie ai passaggi offerti sulle sue pagine, evitando di immettere nell’aria 1 milione di tonnellate di CO2. Sulla stessa falsa riga è, infine, Roadsharing. © RIPRODUZIONE RISERVATA
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